Dall’accademia alla telematica dei trasporti: lo spin-off Click & Find S.r.l.
Che cosa significa fare ricerca ingegneristica nella telematica? Per Nicola Zingirian, professore associato di Ingegneria Informatica al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova, la risposta è tanto semplice quanto rigorosa: «La nostra ricerca punta a risolvere problemi concreti, si chiama ricerca applicata. Non siamo solo scienziati, siamo anche ingegneri, ingegneri dell’informazione» afferma Zingirian «Questo significa che le nostre idee, anche quando introducono modelli o tecnologie innovative e risolvono problemi aperti, devono comunque tradursi, in tempi ragionevoli, in una soluzione dal requisito fondamentale: il valore della nuova informazione fornita, deve superare il costo di realizzazione ed esercizio della piattaforma necessaria per trattarla». È con questo principio, accompagnato dall’«ambizione di vedere che quello che inventavo finisse nel mondo reale», che nel 2004 il professor Zingirian fonda uno spin-off del DEI tra i più longevi e consolidati dell’Ateneo padovano: Click & Find. «Ogni volta che sorpasso in autostrada un’autobotte che trasporta carburante o gas – rivela Zingirian – lancio sempre un’occhiata al nostro impianto normalmente montato all’esterno sul lato sinistro e ripenso a quella ambizione». Oggi lo spin-off è una realtà solida che gestisce e digitalizza oltre il 90% delle consegne della logistica secondaria dei carburanti in Italia, collaborando con colossi come ENI e tutte le altre major del settore, oltre che con società di distribuzione del GPL come Liquigas e Butangas e depositi commerciali di idrocarburi. Con un fatturato in costante crescita che sfiora i tre milioni di euro e utili di quasi mezzo milione di euro (nel 2024), Click & Find è un esempio eccellente di come la ricerca accademica padovana si sia trasformata in una realtà industriale leader di mercato, capace di esportare le proprie soluzioni anche all’estero, fino in Sud Africa ed Europa dell’Est. La storia dello spin-off inizia tra il 2002 e il 2003, prima ancora della sua fondazione, in un’epoca in cui gli smartphone non esistevano e internet in mobilità sembrava quasi fantascienza. Il professor Zingirian, aveva concepito il progetto di ricerca VISIONS (Vehicular Information System Interface for Open Network Services), finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal suo gruppo di ricerca al DEI, dedicato all’interfacciamento tra veicoli e infrastrutture. In quel periodo il Web era appena esploso e stavano anche emergendo le tecnologie GPS e la connettività mobile. L’intuizione fu quella di affrancarsi dai costi e dalla lentezza degli SMS di allora, creando un terminale industriale mobile che fosse perennemente connesso. «Siamo stati tra primissimi a realizzare da zero un dispositivo “always on” per questo settore: un oggetto capace di restare connesso alla rete per ore in totale autonomia energetica. Ricordo ancora l’emozione di stringere tra le mani quel primo prototipo, costantemente online e in grado di trasmettere ovunque dati a un server e di ricevere la conferma in frazioni di secondo e per frazioni di euro cent». L’idea iniziale era legata al tracciamento delle merci e dei container attraverso codici a barre stampati dal web e letti dai vari terminali lungo il percorso. Un sistema smart brevettato, applicato con successo per un decennio da CityPorto dell’Interporto di Padova per la distribuzione urbana a basso impatto ambientale dell’ultimo miglio delle merci. In pratica, funzionava come le attuali app di consegna di cibo a domicilio, in cui si vede la posizione del driver in tempo reale. Se oggi tutto questo ci sembra la normalità, in un’era precedente agli smartphone era una soluzione difficile da comprendere. Eppure, era già in grado di gestire consegne multiple e di integrarsi con i sistemi gestionali dei corrieri. In seguito, lo spin-off ha saputo evolversi, intercettando un bisogno molto più profondo e specifico del mercato: il telecontrollo dei carburanti e dei gas tecnici, passando dal tracciamento della singola autobotte (con trasferimento deli dati al server e ai gestionali del cliente) al controllo dell’intera filiera logistica secondaria, permettendo l’avanzamento automatico dei processi. Nella logistica dei carburanti, l’informazione ha un valore economico e di sicurezza elevatissimo, perché “l’incertezza” si paga cara. Le perdite apparentemente modeste, o i piccoli prelievi non autorizzati, possono generare ammanchi da milioni di euro su grande scala. Click & Find non si è limitata a vendere soluzioni hardware e software di tracciamento standard: ha costruito un’infrastruttura tecnologica proprietaria capace di evolversi e durare nel tempo, tanto che le installazioni veicolari più recenti interoperano con altre che stanno raggiungendo i vent’anni di funzionamento continuativo. Oggi l’offerta dell’azienda si articola su tre pilastri integrati: la digitalizzazione della caricazione nei depositi commerciali, la pianificazione dei viaggi e la “proof of delivery” (la prova di avvenuta consegna) completamente “paperless” (senza documentazione cartacea). Fare innovazione significa, dunque, risolvere problemi complessi con soluzioni sostenibili, dove il valore supera sempre il costo. L’innovazione di Click & Find ha superato persino le peculiarità legislative italiane. Nel nostro Paese, a differenza del resto d’Europa, la legge impone di misurare il carburante venduto a temperatura ambiente e non parametrato ai 15°C standard. Poiché il carburante cambia volume al variare della temperatura, questa fluttuazione può nascondere anomalie e perdite apparentemente trascurabili che in una rete logistica possono impattare economicamente in modo significativo. Lo spin-off ha risolto il problema sviluppando soluzioni avanzate che misurano continuativamente sull’autobotte i valori di densità e temperatura, integrando il dato con i sistemi di misura: un metodo che, nel pieno rispetto della legge, permette di verificare se il carburante caricato sia effettivamente arrivato tutto a destinazione, minimizzando l’incertezza del dato, che può nascondere la frode. Ma per chi proviene dal mondo accademico, operare con soluzioni ingegneristiche sul mercato richiede un passo ulteriore, spesso il più difficile: il passaggio psicologico e operativo da ricercatore a imprenditore.Una differenza sta nell’approccio: non ci si limita a creare un bel progetto sulla carta, si lavora per vederlo esistere nel mondo reale. Poi vi deve essere un ulteriore cambio di paradigma che riguarda il denaro: se nei progetti universitari è spesso percepito come “virtuale”, strettamente legato a rendicontazioni e scadenze di progetto (deliverable), nel mercato cambia di significato e diventa “vero”. «Se un cliente non paga o il servizio si interrompe (e dunque non si crea valore ma una perdita),…
