Dai microbiomi alla cura: il contributo del DEI allo spin-off EuBiome
Cosa succede quando le competenze dell’Ingegneria dell’Informazione, ovvero algoritmi, intelligenza artificiale e data science, incontrano la biologia, la medicina veterinaria e la microbiologia? La risposta è EuBiome, uno spin-off dell’Università degli Studi di Padova fondato nel 2019, che sta ridefinendo il trattamento delle patologie intestinali nei nostri animali domestici. L’azienda applica le più avanzate biotecnologie e competenze di data science allo studio e alla modulazione del microbioma intestinale, portando soluzioni inedite nella cura di cani e gatti. L’idea nasce da Barbara Simionati, biologa con una solida esperienza nel mondo della ricerca e dell’impresa (già co-fondatrice di BMR Genomics). Partendo dai successi ottenuti in ambito ospedaliero umano, dove il trapianto di microbioma fecale (FMT) salva molte vite sconfiggendo infezioni severe da Clostridioides difficile, Simionati ha intuito il potenziale di questa terapia applicata al mondo veterinario. Per garantire che lo spin off mantenesse una solida base scientifica, il gruppo fondatore ha voluto che ben quattro dei suoi dieci soci fossero docenti e ricercatori dell’Ateneo. Tra questi figura la professoressa Barbara Di Camillo del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI), affiancata da colleghi del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA), di Medicina (DISCOG) e di Scienze del Farmaco. Un’alleanza interdipartimentale che testimonia la vera essenza di uno spin-off universitario: trasformare i risultati della ricerca in soluzioni concrete per il mercato. L’innovazione dello spin-off ha riguardato le modalità di somministrazione. Superati i limiti dei trattamenti invasivi, il team ha messo a punto un sistema per liofilizzare il microbioma di donatori sani trasformandolo in pratiche “pilloline”, facilmente somministrabili con un bocconcino per cani e gatti. I risultati sul campo parlano chiaro: un tasso di successo che raggiunge oltre il 75% (84% nei cani 75% nei gatti) nelle enteropatie, testimoniato dai messaggi commossi dei proprietari che rivedono i propri pet tornare vivaci e correre felici dopo anni di sofferenza. Ciò che distingue EuBiome è proprio la continuativa sinergia con la ricerca. In questo percorso di crescita, il contributo del DEI è fondamentale: comprendere le alterazioni del microbioma non significa soltanto mappare quali batteri siano presenti, ma svelare come essi interagiscano tra loro. Grazie alla bioinformatica e agli algoritmi di intelligenza artificiale, il gruppo della professoressa Di Camillo analizza le reti di co-occorrenza microbica, portando l’innovazione dello spin-off a livello internazionale, come la conferenza annuale ECVIM-CA dedicata alla medicina veterinaria degli animali da compagnia. Dalla partecipazione alla Start Cup nei primi giorni di vita, fino ai finanziamenti di borse di dottorato e a progetti europei, EuBiome incarna appieno uno degli obiettivi della terza missione universitaria: mettere la conoscenza scientifica al servizio della società. Inoltre, poiché i pet condividono il nostro stesso ambiente, lo studio del loro microbioma apre prospettive per la salute umana, indagando i legami con il sistema immunitario e con patologie infiammatorie e neurodegenerative. Un bell’esempio di come il trasferimento tecnologico dal DEI al mercato possa trasformare la ricerca teorica in un beneficio concreto per la comunità e i nostri amici a quattro zampe.
