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Dalla ricerca accademica sulla comunicazione quantistica all’impresa: lo spin-off ThinkQuantum S.r.l.

La protezione dei nostri dati digitali si affida quasi esclusivamente alla complessità matematica, ma con l’avvento dei futuri computer quantistici, molti degli attuali sistemi di cifratura potrebbero diventare vulnerabili. È qui che entra in gioco la comunicazione quantistica, che rivoluziona il concetto di sicurezza offrendo una crittografia teoricamente inviolabile perché si basa su principi fisici della meccanica quantistica. Questi principi permettono, infatti, di rilevare qualsiasi tentativo di intercettazione: se qualcuno prova a “spiare” la comunicazione, lascia tracce inevitabili. La crittografia quantistica supera, quindi, i limiti dei sistemi attuali: se qualcuno cerca di leggere l’informazione trasmessa su un fotone, che è una particella quantistica elementare, ne altera inevitabilmente lo stato, permettendo di accorgersi del tentativo di intrusione. Tuttavia, non si invia il messaggio vero e proprio tramite i fotoni, ma si usa la meccanica quantistica per creare una chiave segreta (Quantum Key Distribution  – QKD) e garantire la totale sicurezza della trasmissione, proteggendo le informazioni anche da futuri attacchi di calcolo quantistico. La QKD permette, infatti, di generare chiavi crittografiche casuali, condivise solamente dal trasmettitore e dal ricevitore.  È proprio questo il campo di attività di ThinkQuantum, spin-off del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova. Il suo percorso parte nei primi anni 2000, con le ricerche pionieristiche del professor Paolo Villoresi, (Ordinario di Fisica Sperimentale presso il DEI) sulla comunicazione quantistica satellitare. La svolta arriva nel 2019 con un brevetto innovativo: un dispositivo capace di codificare informazioni sulla polarizzazione della luce con velocità altissima e rumore minimo. Un’innovazione tale da aggiudicarsi l’Intellectual Property Award 2021. Nello stesso anno, grazie alla licenza d’uso esclusivo del brevetto concessa dall’Ateneo, nasce ufficialmente ThinkQuantum per portare questa tecnologia sul mercato. L’obiettivo principale dello spin-off è lo sviluppo di soluzioni per la crittografia basate su tecnologie ottiche e quantistiche, in particolare per realizzare sistemi per la distribuzione di chiavi crittografiche e quantistiche (QKD) e dispositivi per generare di numeri casuali (Quantum Random Number Generation – QRNG). Passare da un complesso apparato sperimentale in un laboratorio a un prodotto industriale vendibile è stata la vera sfida ingegneristica. ThinkQuantum ha vinto questa scommessa producendo sistemi di trasmissione e ricezione che sono, a tutti gli effetti, dispositivi “plug and play”. Si presentano come apparati “rack-mount” standard per garantire una rapida integrazione nelle attuali infrastrutture di comunicazione e pronti per essere collegati alle comuni reti in fibra ottica. Questa capacità di rendere la tecnologia quantistica accessibile e scalabile ha permesso all’azienda di conquistare clienti istituzionali e privati in tutta Europa, dando lavoro a una trentina di professionisti altamente qualificati. Il legame con l’Università rimane il motore pulsante dell’innovazione. Il gruppo di ricerca “Quantum” al DEI è cresciuto insieme all’azienda, contando oggi tre docenti strutturati e oltre 15 ricercatori. Il professor Giuseppe Vallone, co-fondatore dello spin-off, descrive questo legame come un circolo virtuoso: «La sinergia tra università e spin-off rappresenta un asset strategico nei bandi nazionali ed europei. Presentarsi come partner integrati permette di dimostrare la completezza della catena del valore, garantendo il passaggio dalla validazione in laboratorio alla commercializzazione del prodotto. Tale approccio costituisce un valore aggiunto determinante in fase di valutazione». ThinkQuantum non è solo un partner di ricerca, ma un’azienda che investe sul futuro finanziando borse di dottorato (due già attive e altre due in arrivo) e offre tirocini aziendali che permettono agli studenti di conoscere una realtà industriale d’eccellenza, senza allontanarsi dall’ecosistema universitario. Un altro importante obiettivo di ThinkQuantum è, infatti, quello di dare opportunità ai ragazzi che ovviamente non possono rimanere tutti in ambito universitario e possono poi fare un lavoro legato alle competenze che hanno acquisito con la ricerca accademica.  Trasformare la propria ricerca in uno spin-off, non è semplice e alla domanda diretta su questo punto, Vallone dà un consiglio pragmatico: «Serve qualcuno che si occupi del progetto al 100%, giorno per giorno. La gestione aziendale richiede competenze specifiche. Fondamentale è stato poter contare un CEO, Simone Capeleto, con competenze tecniche e manageriali e una pluriennale esperienza aziendale, ma anche sul supporto tecnico, logistico e amministrativo di Officina Stellare». Proprio con il supporto del socio di maggioranza Officina Stellare, ThinkQuantum guarda al futuro con l’obiettivo di espandersi non solo nel “quantum“, ma in tutto il settore della fotonica e dell’ottica avanzata.  Un ulteriore sviluppo in questa direzione è rappresentato dal trasferimento recente del team di Ricerca & Sviluppo di ThinkQuantum dalla sede di Via Trieste a un nuovo edificio di proprietà in via Ariosto, sempre a Padova. Il cambiamento riflette una fase di crescita dell’azienda in un settore altamente specializzato e suggerisce come attività di ricerca, se adeguatamente valorizzate, possano contribuire alla generazione di ricadute economiche e sociali sul territorio. Approfondimenti  Il sito web di ThinkQuantum Chiavi crittografiche per la Terra e lo spazio – Il caso ThinkQuantum, Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2025 Villoresi: «Nel Nobel a Zeilinger c’è anche un pezzo di ricerca fatta a Padova», Il Corriere del Veneto, 6 ottobre 2022

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[ING.tonic] 29 giugno. Oltre i tabù della salute sessuale: dati, corpo e mente si incontrano

Il secondo appuntamento della rassegna di Terza Missione [ING.tonic] 2026 si terrà il 29 giugno dalle ore 19:30 e avrà il seguente titolo: Oltre i tabù della salute sessuale: dati, corpo e mente si incontrano. Come possono collaborare ingegneria e psicologia per migliorare la salute sessuale delle persone? Come si misura il piacere? E il dolore? Possiamo davvero usare dati e algoritmi per comprendere esperienze così intime e personali? In questo aperitivo divulgativo, Celeste Bittoni, ricercatrice del Sex Lab del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università d Padova e Damiano Varagnolo, professore di Controlli automatici del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova, ci accompagneranno in un viaggio tra scienze psicologiche e ingegneria, mostrando come discipline apparentemente lontane collaborino oggi per studiare la salute sessuale e possano approfondire questioni come la salute del pavimento pelvico e il complesso intreccio tra corpo, mente e cervello. Attraverso esempi concreti e un linguaggio accessibile a tutti, scopriremo come la ricerca stia superando vecchi tabù e aprendo nuove prospettive per comprendere meglio il benessere sessuale e sviluppare approcci sempre più personalizzati alla salute. Parleremo anche delle sfide e delle frontiere future di questa collaborazione interdisciplinare: dalle nuove tecnologie per la raccolta e l’analisi dei dati alle possibili applicazioni nella ricerca e nella pratica clinica. Un incontro informale per chi è curioso di capire cosa succede quando la tecnologia incontra l’esperienza umana e per immaginare come potrebbe evolvere, nei prossimi anni, il modo in cui comprendiamo e ci prendiamo cura della salute sessuale. Questo secondo appuntamento si svolgerà ad Arcella Bella. COME PARTECIPAREL’evento è gratuito: per questioni organizzative si richiede la prenotazione su Eventbrite, a questo link.

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[ING.tonic] 2026: gli appuntamenti con la ricerca…per l’aperitivo!

Torna anche nel 2026 l’iniziativa [ING.tonic]: quattro aperitivi con i ricercatori e le ricercatrici del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. Quattro nuovi approfondimenti nati per fare chiarezza sulle tecnologie ingegneristiche più recenti e sul loro impatto concreto nella nostra vita quotidiana. La modalità? Sempre quella in cui si chiacchiera meglio: al bar per un drink. Come funziona? L’ingresso è gratuito!  Per questioni organizzative è richiesta la registrazione su Eventbrite (link nell’elenco qui sotto) GLI APPUNTAMENTI:

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[ING.tonic] 18 giugno. Anonimi ma identificabili: quando la matematica salva la nostra privacy

Il 18 giugno 2026 riparte la rassegna di Terza Missione [ING.tonic] – il ciclo di aperitivi con i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, per fare quattro chiacchiere al bar su argomenti di cui “ci piacerebbe sapere di più” e per scoprire come l’ingegneria non è poi così distante da noi. Anche quest’anno gli appuntamenti “fuori sede” saranno quattro. Il primo appuntamento si terrà il 18 giugno dalle ore 19:30 e avrà il seguente titolo: Anonimi ma identificabili: quando la matematica salva la nostra privacy. Com’è possibile proteggere i nostri dati e la nostra identità, in un’epoca in cui le nostre informazioni personali viaggiano su canali digitali? Ne parleremo durante un aperitivo con Francesco Silvestri, professore di Big Data Computing e Architettura degli Elaboratori al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova. Attraverso esempi reali e sorprendenti scopriremo come dati apparentemente innocui possano rivelare identità, abitudini e informazioni personali. Dai tragitti dei taxi di New York ai dati medici “anonimizzati”, capiremo perché cancellare nome e cognome spesso non basti a proteggerci. Esiste, tuttavia, una soluzione: la Differential Privacy, una tecnica innovativa che usa un “rumore intelligente” per tutelare la privacy senza rinunciare al valore dei dati. Un incontro accessibile, curioso e senza formule complicate, pensato per chi vuole capire meglio il mondo digitale che ci circonda. Questo primo appuntamento si svolgerà ad Arcella Bella. COME PARTECIPARE:L’evento è gratuito, per questioni organizzative si richiede la prenotazione su Eventbrite, a questo link.

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Piccolo recap dell'[ING.Tonic] 2025… per prepararci meglio all’edizione 2026!

Dopo il successo delle due precedenti edizioni, del 2024 e del 2025, sta per partire la  rassegna [ING.Tonic] 2026  Com’è andata l’anno scorso?I quattro appuntamenti [ING.Tonic] del 2025 hanno animato i locali della nostra città portando la ricerca del nostro dipartimento al bar, all’ora dell’aperitivo. Anche l’anno scorso, tra un brindisi e un talk con l’ormai iconico bicchiere dell’evento, abbiamo esplorato i confini della tecnologia insieme a docenti e ricercatori, affrontando temi che spaziano dall’infinitamente piccolo delle particelle quantistiche alla vastità dell’intelligenza artificiale. Nel 2025 la rassegna si è aperta il 12 settembre presso la casetta Zebrina, celebrando il centenario della meccanica quantistica con i professori Paolo Villoresi e Giuseppe Vallone. Con il loro talk intitolato “Una sicurezza fotonica! Come la luce quantistica proteggerà le nostre comunicazioni”, abbiamo scoperto che la meccanica quantistica segue regole bizzarre, come la “sovrapposizione”, per cui un sistema fisico (come un elettrone o un fotone) può esistere contemporaneamente in più stati o posizioni diverse fino a quando non viene misurato. Grazie all’esperimento del QRNG (generatore di numeri casuali quantistici), abbiamo visto come un singolo fotone possa creare chiavi crittografiche inviolabili. La fisica, e non più solo la matematica, diventa così lo scudo definitivo per le nostre comunicazioni, come dimostrato dalla rete VenQCI già attiva nel nostro territorio. Nel secondo incontro, il 26 settembre presso il Birrone, i professori Ruggero Carli e Pietro Falco ci hanno portato al confine tra macchine e coscienza, con il loro talk intitolato “I robot sognano? Possiamo davvero creare la coscienza artificiale?”Abbiamo imparato la differenza fondamentale tra il “corpo” (robot) e il “cervello” (IA), approfondendo come le reti neurali emulino i nostri neuroni. Il momento più affascinante? La riflessione sulla “Stanza Cinese”: un robot può manipolare simboli e parole perfettamente, ma non può ancora “sentire” il freddo o provare emozioni. La sfida del futuro, dunque, non è solo costruire macchine intelligenti, ma restare umani e saggi nel governarle. ING_tonic – 2 ottobre 2025 – Dalla Man Del Favero-50 ING_tonic – 26 settembre 2025 – Carli Falco-029 ing.tonic_milani_29ott-03 ING_tonic – 26 settembre 2025 – Carli Falco-047 ING_tonic – 2 ottobre 2025 – Dalla Man Del Favero-07 ing.tonic_milani_29ott-36 ing.tonic_milani_29ott-44 ing.tonic_milani_29ott-05 ing.tonic_milani_29ott-46 ing.tonic_milani_29ott-02 Il terzo appuntamento del 2 ottobre, sempre al Birrone, è stato un viaggio emozionante nella bioingegneria con la professoressa Chiara Dalla Man e il professor Simone Del Favero. Al centro del loro talk intitolato “Il diabete sotto scacco. Nuove tecnologie per la cura e il controllo del diabete”, la rivoluzione del pancreas artificiale: un sistema che, grazie ad algoritmi avanzati che agiscono come “giocatori di scacchi”, predice le variazioni della glicemia e interviene in tempo reale. Abbiamo scoperto con orgoglio che il primo simulatore al mondo usato per evitare i test sugli animali è nato proprio a Padova e che l’obiettivo finale della tecnologia è regalare ai pazienti una vera e propria “vacanza dal diabete”, automatizzando la gestione della malattia. Per l’ultimo incontro, il 29 ottobre presso l’Amsterdam, ci siamo immersi nella creatività digitale con il prof. Simone Milani e i dottorandi Chiara Schiavo e Mattia Tamiazzo. Il loro talk “IA Art attack: contenuti leciti e illeciti dell’Intelligenza Artificiale generativa” ci ha aiutato a capire come l’IA generativa stia cambiando il mondo dell’arte e del marketing. Usando l’analogia dei mattoncini Lego, i ricercatori hanno spiegato che l’IA non crea dal nulla, ma riassembla concetti astratti attraverso algoritmi complessi. Dalla ricostruzione dei volti per le indagini forensi ai deepfake, abbiamo analizzato opportunità e rischi (incluso l’impatto ambientale), concludendo che sebbene la produzione delle macchine sia ormai “industriale”, la scintilla della creatività umana rimane un’opera artigianale unica, fatta di esperienze ed emozioni vere. Grazie al dialogo diretto con gli esperti, abbiamo capito che termini come “qubit”, “algoritmo” o “modello matematico” non sono concetti astrusi, ma strumenti concreti che stanno già migliorando la nostra salute, la nostra sicurezza e il nostro modo di creare. Stiamo lavorando agli appuntamenti del 2026. Keep in touch! P.S: Ti sei perso un [ING.Tonic] dello scorso anno o vuoi rivedere tutti i talk? Ecco il link alla playlist completa!   https://youtu.be/iILwDs1oDBU?si=8i9_0SCZW-O4mQgxhttps://youtu.be/vZ2GRu87Izw?si=TOL5SyihgNnTwgBwhttps://youtu.be/sd96Y4ICu2M?si=sWQL2snSC3v0bJRuhttps://youtu.be/VTuj6B_ebMc?si=1o97lLO5N8_mI-jY

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Quando la ricerca tra algoritmi e arte diventa impresa: lo spin-off Audio Innova

Dalle avanguardie della Computer Music ai sistemi per l’inclusione sociale, lo spin-off del DEI Audio Innova rappresenta un’eccellenza nel trasferimento tecnologico. Abbiamo incontrato il professor Sergio Canazza, Ordinario al DEI e socio fondatore dello spin-off, per capire come la ricerca accademica possa trasformarsi in un impatto sulla società. Prof. Canazza, Audio Innova nasce nel 2013. Come si passa da un laboratorio universitario al mercato? C’è stato un momento particolare di svolta? «Audio Innova capitalizza le ricerche iniziate negli anni Cinquanta dal prof. Giovanni Battista Debiasi e la nascita della ricerca multidisciplinare tra ingegneria e musica a Padova. La vera svolta è arrivata però tra il 2010 e il 2012. Vincere il primo premio dello Start-Cup Veneto nel 2010 e classificarci terzi nel 2012 ci ha dato la consapevolezza che gli algoritmi di restauro audio ottenuti dal nostro Centro di Sonologia Computazionale (CSC) non erano solo esperimenti riusciti, ma soluzioni a bisogni reali del mercato. Nel 2013 abbiamo capito che per dare un impatto sociale ed economico a quella ricerca e rispondere velocemente al mercato serviva un veicolo agile. Dovevamo essere snelli a livello amministrativo, ma anche poter seguire progetti con risvolti applicativi e non strettamente relativi alla ricerca di base, che ci venivano commissionati da istituzioni culturali per la conservazione di archivi sonori o per la creazione di nuove opere. Così è nata Audio Innova. Il CSC in pratica ci ha fatto da incubatore». In un settore competitivo come quello delle tecnologie audio, in che modo Audio Innova si distingue da ciò che esiste già? «La nostra unicità risiede nella multidisciplinarietà e nell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale con il rigore filologico. La nostra tecnologia, premiata per due anni consecutivi al Festival di Cannes per l’Intelligenza Artificiale con il Neurons Awards Creativity AI Trophy, utilizza l’IA per correggere automaticamente gli errori di digitalizzazione. Inoltre, a differenza di altri, operiamo su quattro fronti integrati: la conservazione dei beni culturali (dove copriamo il 90% del mercato italiano), la didattica aumentata con sistemi come BoardOnAir, l’inclusione per la disabilità e la produzione artistica nei campi della musica e della media-art». Quanto è importante mantenere un legame stretto con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI)? In che modo questa collaborazione continua ad alimentare l’innovazione? «È fondamentale. Credo con orgoglio che Audio Innova sia l’emblema del trasferimento tecnologico del DEI. Il legame è simbiotico: il dipartimento fornisce la ricerca di base e l’accesso a network internazionali prestigiosi, mentre Audio Innova trasforma quella ricerca in soluzioni scalabili.Lo spin-off è cresciuto negli anni: ci sono 6 persone a tempo indeterminato, abbiamo acquistato un grande spazio in zona industriale e abbiamo in corso contratti di una certa importanza. Io seguo quello che è più vicino al DEI per il 95% del mio tempo, ma, come altri del team, rimango un accademico, anche se abbiamo imparato molto strada facendo. Per questo abbiamo coinvolto sin da subito un libero professionista con lunga esperienza nell’ICT che, come socio, fa le scelte da imprenditore.Tra il 2020 e il 2024 abbiamo accolto oltre 50 tesisti e 19 stagisti, formando nuove generazioni di professionisti. Molti dei nostri collaboratori, dopo l’esperienza da noi, sono stati assunti da giganti come l’Agenzia Spaziale Europea, Toyota o il settore tecnico della RAI di Roma e inseriti in ruoli apicali. Questa circolazione di talenti e idee tra università e impresa è indispensabile per la nostra attività.» Quali sono state le sfide principali nel passare dal ruolo di ricercatore a quello di imprenditore? Che consiglio si potrebbe dare a uno studente del DEI che sogna una startup? Il passaggio da ricercatore a imprenditore richiede prima di tutto una motivazione profonda e una consapevolezza nuova: non si risponde più solo al metodo scientifico, ma si assume una responsabilità diretta verso i propri collaboratori. È una scelta che va ponderata con cura. A uno studente del DEI consiglierei di non affidarsi solo all’intuito: l’imprenditorialità è una disciplina che va studiata. Il mio suggerimento è di frequentare, dopo la laurea, corsi specifici dell’Università di Padova che insegnano a trasformare un’idea tecnologica in un progetto di business solido». Quali sono i prossimi obiettivi? Come sarà Audio Innova tra cinque anni? «L’8 maggio saremo all’inaugurazione della 61ª Biennale d’Arte di Venezia: il CSC sarà l’unico partecipante italiano tra i 111 selezionati, protagonista di un’installazione di media-art “site-specific” pazzesca al Padiglione Argentina dell’Arsenale. Il 4 maggio siamo stati a Milano Musica con due opere di Adriano Guarnieri.Guardando ai prossimi 5-10 anni, la sfida è chiara. Con Audio Innova abbiamo dimostrato che la cultura è un’industria ad alto rendimento, capace di produrre valore. Nonostante l’avvento dell’intelligenza artificiale e un mercato della creazione in mutamento, con giovani artisti dai linguaggi più “essenziali”, dobbiamo restare reattivi.Il nostro obiettivo è continuare a fare innovazione sfruttando i nuovi archivi, sempre più “multitipologici”, forti di una riconoscibilità mondiale già sancita dai successi di Cannes». C’è un episodio curioso o un traguardo raggiunto di cui andare particolarmente fieri nel vostro percorso? «Contrariamente a quanto si possa pensare, il mondo degli archivi analogici è in continua espansione. Emergono costantemente nuovi fondi, spesso ritrovati per caso in armadi dimenticati da chi nemmeno sospettava di possedere un tesoro documentario. Fino agli anni 2000, tuttavia, la concezione di “archivio” era limitata quasi esclusivamente alla carta; i supporti sonori non venivano considerati tali. Oggi, grazie a una nuova sensibilità, stiamo riscoprendo nastri magnetici che custodiscono opere uniche: esecuzioni di Arturo Benedetti Michelangeli, composizioni di Luigi Nono, dialoghi tra Rota e Federico Fellini, o frammenti di vita quotidiana tra Bruno Maderna, Luciano Berio e Marino Zuccheri. Si tratta di materiale che sulla carta non lascerebbe traccia, ma che ora l’archivista tutela con rigore. Anche il musicologo ha evoluto il suo approccio: se un tempo si limitava allo studio della partitura, oggi analizza l’interpretazione e l’esecuzione proprio grazie a questi archivi sonori. Il recupero di questi materiali richiede un eccezionale intreccio di saperi, dove il lavoro degli ingegneri diventa fondamentale. Anni fa sono stati rinvenuti dei supporti rarissimi appartenuti a Egidio Meneghetti (medico, farmacologo di fama mondiale, politico e rettore dell’Università di…

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Meeting di progetto SUPREME: tecnologie umano-centriche per la manifattura del futuro

Il 27 marzo 2026 si è tenuto presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova il SUPREME Progress Meeting, una giornata di confronto dedicata allo stato di avanzamento del progetto SUPREME – Sistemi Umano-centrici per Prodotti e pRocEssi Manufatturieri Evoluti, finanziato dalla Regione del Veneto e che vede aziende e centri di ricerca afferenti alle Reti Innovative Regionali IMPROVENET e M3NET. Il progetto è coordinato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, nella figura del Prof. Alessandro Beghi (che riveste anche il ruolo di Responsabile Scientifico della RIR IMPROVENET). L’incontro si è svolto nell’Aula Magna “A. Lepschy” del DEI e ha riunito partner accademici (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università di Padova; Dipartimento di Ingegneria per la medicina di innovazione, Università di Verona; Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Ca’ Foscari di Venezia) e industriali (AB Analitica, Antonio Zamperla, ASAC, BEDigital, Dataveneta, Delka Energy, Ricos, Statwolf, Stesi, Xteam, Zanella, 221e) coinvolti nelle attività progettuali.  SUPREME si inserisce nel quadro dello Smart Manufacturing e nasce con l’obiettivo di sviluppare soluzioni avanzate per il monitoraggio di linee produttive e prodotti, l’ottimizzazione dei processi e della loro efficienza, la manutenzione predittiva, il controllo qualità e la tracciabilità, secondo una visione pienamente coerente con i principi di Industria 5.0. Il progetto punta infatti a coniugare innovazione tecnologica, centralità della persona, resilienza dei sistemi e sostenibilità, valorizzando il ruolo dell’operatore nei processi decisionali e produttivi.  La giornata si è aperta con una sessione dedicata al welcome e allo stato del progetto, seguita dalla presentazione dei principali work package metodologici. In particolare, il programma ha approfondito tre direttrici centrali di SUPREME: lo sviluppo di soluzioni sicure by design per architetture software industriali, i sistemi MES adattivi umano-centrici e gli approcci di AI interpretabili, adattativi e data-driven. A questi momenti si sono aggiunte alcune presentazioni aziendali e una prima discussione plenaria, a testimonianza del carattere collaborativo e multidisciplinare dell’iniziativa.  Ampio spazio è stato dedicato anche agli use case, che rappresentano uno degli elementi qualificanti del progetto. L’agenda del meeting ha infatti previsto sessioni su casi applicativi legati all’ottimizzazione e al monitoraggio di sistemi di idroformatura con visione e robotica collaborativa, al miglioramento delle prestazioni e della sicurezza di sistemi meccatronici per l’industria dell’intrattenimento, ai sistemi ad alta usabilità per dispositivi robotizzati di diagnostica in vitro, al monitoraggio e alla tracciabilità tramite visione nelle lavorazioni meccaniche, alle piattaforme avanzate per soluzioni di machine learning umano-centriche e adattative e ai sistemi di testing basati su AI.  Nel complesso, il progress meeting ha confermato la natura fortemente interdisciplinare di SUPREME, che integra competenze su intelligenza artificiale, cybersecurity, sistemi software industriali, visione artificiale, digitalizzazione dei processi e interazione uomo-macchina. Il progetto si propone infatti di sviluppare tecnologie capaci di rendere la manifattura più efficiente, sicura, adattiva e sostenibile, rafforzando al tempo stesso la cooperazione tra università, centri di ricerca e imprese del territorio.  L’incontro ha rappresentato quindi un momento importante di allineamento tra i partner e di condivisione dei risultati fin qui raggiunti, oltre che un’occasione per discutere le prossime fasi di sviluppo del progetto e il contributo che SUPREME potrà offrire all’evoluzione della manifattura regionale in chiave human-centric e data-driven.

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Spin off copertina

Gli spin-off del DEI: il ponte tra ricerca e mercato

L’Università non si occupa solamente di ricerca e didattica, ma anche di trasformare i risultati della ricerca pubblica in valore economico e sociale. Questo avviene anche grazie agli spin-off, ovvero imprese innovative nate per tradurre scoperte scientifiche in prodotti e servizi fruibili dal mercato. Dal punto di vista giuridico, lo spin-off è una società di capitali in cui i ricercatori-soci assumono a tutti gli effetti il ruolo di imprenditori, per portare le proprie competenze tecnico-scientifiche e dunque, l’innovazione, fuori dalle mura accademiche. L’Università, pur potendo partecipare o meno come socio, garantisce il supporto necessario per trasformare la ricerca scientifica in prodotti e servizi ad alto valore tecnologico, mettendo a disposizione il know-how e le innovazioni maturate nei laboratori.  Il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova è protagonista di questa trasformazione, vantando 8 spin-off attivi (su un totale di 53 di Ateneo), in grado di competere nei settori a più alto valore aggiunto. il Dipartimento trasforma l’eccellenza della ricerca in soluzioni tecnologiche all’avanguardia in settori chiave come AI, quantum computing e telecomunicazioni. Le nostre realtà: Nei prossimi articoli approfondiremo le storie e le tecnologie di questi spin-off. Se hai curiosità o domande per i fondatori, invia un’email a comunicazione.dei@unipid.it : daremo voce alle tue richieste nei prossimi numeri della nostra newsletter. Approfondimenti:  https://www.unipd.it/spinoff/elenco) https://www.unipd.it/portfolio-spinoff

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Sostenibilità Intelligente | L’impatto energetico dell’Intelligenza Artificiale | 03/12/2025

Come funziona e quanto consuma davvero l’Intelligenza Artificiale? Scopriamo le prospettive future per renderla più sostenibile Dopo il successo della prima edizione, torna anche nel 2025 Sostenibilità Intelligente, l’appuntamento con cui il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione vuole esplorare i temi della tecnologia e della sua sostenibilità ambientale ed energetica. Nella seconda edizione di Sostenibilità Intelligente affronteremo il tema dell’Intelligenza Artificiale e del suo impatto energetico: quanto consuma davvero e come possiamo renderla più sostenibile? Un viaggio nel cuore dell’intelligenza artificiale, aperto a tutti, nella cornice unica dell’Orto Botanico di Padova.Scopriremo come funzionano davvero i Large Language Models – come ChatGPT, Gemini o Claude – che stanno rivoluzionando il modo in cui scriviamo, impariamo e comunichiamo.Approfondiremo poi le sfide ambientali legate a queste tecnologie, che richiedono grandi quantità di energia per il loro addestramento, e scopri le soluzioni più innovative per renderle più efficienti e sostenibili. Un’occasione unica per comprendere ed esplorare le potenzialità e i limiti di strumenti destinati a trasformare la nostra società e il nostro rapporto con la conoscenza. COME PARTECIPARE?L’Ingresso è gratuito, su prenotazione. Sostenibilità Intelligente è un evento di Terza Missione del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova   Scopri il programma completo:  https://sostenibilita_intelligente.eventbrite.it  INFORMAZIONI Giorno: 03 dicembre 2025 Ora: 18:00 Dove: Orto Botanico di Padova Prenota QUI il tuo posto, è gratis  

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NANOREVOLUTION | 100 anni di tecnologia: dall’invenzione del transistor all’Intelligenza Artificiale | 25/11/2025

Molti non sanno di cosa si tratta, in pochi sanno che senza di lui la vita (come la conosciamo oggi) non sarebbe possibile. Eppure, 100 anni fa è stato inventato il protagonista di questo evento, il transistor: un minuscolo componente che forma i chip che supportano la nostra vita digitale. La rapida evoluzione dei transistor ha reso possibile perfino l’Intelligenza Artificiale, uno strumento sempre più centrale nella quotidianità, che porta con sè domande relative agli sviluppi futuri, ai consumi energetici, agli equilibri geopolitici. NANOREVOLUTION è un appuntamento pensato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione per parlare di queste tematiche e capire insieme quali sono le prospettive di questo minuscolo oggetto rivoluzionario, il transistor. L’evento, rivolto a tutta la cittadinanza, fa parte delle iniziative di Terza Missione del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova Evento gratuito, su prenotazione Scopri il programma completo: https://nanorevolution.eventbrite.it INFORMAZIONI Giorno: 25 novembre 2025 Ora: 17:00 Dove: Orto Botanico di Padova Prenota QUI il tuo posto, è gratis

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