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[ING.tonic] 15 ottobre. Ma non è qui che dovevo arrivare! Quando il GPS viene hackerato.

Siamo abituati ad usare la navigazione con GPS per molti servizi, dai viaggi personali al trasporto di merci, fino al controllo di infrastrutture critiche per la nostra società, dando per scontato che sia sempre disponibile, precisa e sicura, ma è davvero così? Con il prof. Nicola Laurenti e con il ricercatore Francesco Ardizzon parleremo proprio di come sia possibile impedire o falsificare a distanza la posizione rilevata da un ricevitore GPS e quali motivazioni possono spingere a tanto, dal barare a PokemonGo all’evasione di pedaggi autostradali, dagli atti di pirateria navale all’uso di queste tecniche come difesa preventiva contro gli attacchi da droni e velivoli autonomi nei teatri di guerra. Infine discuteremo le contromisure che si possono prendere e quelle che sono già state adottate per garantire l’autenticità e l disponibilità del servizio di navigazione, e illustreremo gli studi che la nostra Università sta portando avanti, in collaborazione con la Commissione Europea e l’Agenzia Spaziale Europea. Raggiungici il 15 ottobre, al Birrone di Padova.a partire dalle 19:30 COME FUNZIONA? L’ingresso è gratuito e l’entrata è libera fino ad esaurimento posti. Il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione organizza quattro appuntamenti “fuori sede”, per fare quattro chiacchiere al bar su argomenti di cui “ci piacerebbe sapere di più” e per scoprire come l’ingegneria non è poi così distante da noi.COME PARTECIPARE:L’evento è gratuito, per questioni organizzative si richiede la prenotazione su Eventbrite, a questo link. Scopri di più e prenota il tuo posto

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AI@DEI 2026: Il DEI incontra le imprese industriali del territorio. Ecco com’è andata

Si è tenuto lo scorso 23 settembre AI@DEI, l’appuntamento annuale ideato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova, quest’anno in collaborazione con la Rete Innovativa Regionale IMPROVENET, per connettere concretamente la ricerca universitaria e le aziende industriali del nostro territorio. Giunto alla sua terza edizione, l’evento ha registrato numeri record: quasi 200 partecipanti da circa 80 aziende, del Nord Est e non solo. Il format, rinnovato e dinamico, ha previsto un pomeriggio di approfondimento presso il nuovo Hub di Ingegneria, seguito da una sessione serale di networking all’Hotel Mantegna, per favorire un dialogo immediato tra accademia e industria. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali e l’intervento del professor Nicola Ferro, che dal primo ottobre subentrerà al professor Gaudenzio Meneghesso come Direttore del DEI. Il professor Ferro ha ricordato l’eccellenza del Dipartimento nel panorama scientifico, confermata da premi internazionali, brevetti, progetti europei e solide collaborazioni industriali tramite contratti di ricerca e dottorati in azienda. L’impegno del Dipartimento, però, va oltre la tecnologia e si estende alla formazione e alla responsabilità sociale: sia la didattica sia la ricerca sono guidate dal principio dell’AI responsabile, con l’obiettivo di mitigare i bias algoritmici ed eliminare stereotipi e pregiudizi, garantendo un trattamento equo e obiettivo di dati e informazioni. Il programma si è poi sviluppato in quattro blocchi tematici. In ciascuno, gli esperti del DEI hanno presentato lo stato dell’arte e le prospettive dell’AI, affiancati dalle testimonianze di aziende che l’AI la usano già ogni giorno. Il primo blocco, dedicato ad AI e Linguaggio Naturale, si è aperto con Giorgio Satta, che ha raccontato il percorso che porta dai Large Language Models agli assistenti AI. Chiara Masiero di Statwolf Data Science ha presentato il progetto COMMIS5.0, che usa la Generative AI per trasformare la conoscenza aziendale frammentata (manuali, sistemi eterogenei) in una knowledge base affidabile e verificabile. Diego Tosato di Galdi ha mostrato come agenti AI eseguiti in locale possano supportare il monitoraggio e la diagnostica delle macchine industriali. Il secondo blocco si è concentrato sulla Computer Vision. Pietro Zanuttigh ha illustrato come l’AI permetta alle macchine di interpretare immagini e video. Alberto Pretto ha presentato la collaborazione con CyberMed per lo sviluppo di uno scanner intraorale portatile e a basso costo, basato su fotogrammetria e AI. Enrico Ursella di MiCROTEC ha raccontato come la visione artificiale consenta di rilevare le caratteristiche del legno per massimizzarne il valore e ridurre gli sprechi. Nel terzo blocco si è parlato di Robotica Intelligente, nata dall’incontro tra AI e robotica. Come ha spiegato Ruggero Carli, questo connubio supera i limiti della robotica industriale classica, incentrata su compiti ripetitivi e standardizzati, e dà vita a sistemi flessibili, modulari e capaci di autoprogrammarsi: una risposta concreta al calo di produttività e alla mancanza di manodopera. Stefano Ghidoni ha presentato sistemi robotici di visual inspection capaci di rilevare difetti invisibili all’occhio umano. Stefano Tonello di IT+Robotics, spin-off dell’Università di Padova, insieme a Emanuele Menegatti, ha mostrato come i robot possano selezionare i rifiuti a supporto della sostenibilità. Infine, il quarto blocco ha offerto una panoramica su Manufacturing e Industrial IoT. Gian Antonio Susto ha sottolineato come il vero patrimonio delle aziende siano i loro dati proprietari: di processo, di qualità, di manutenzione ed energia. Francesca Ferrari di Antonio Zamperla S.p.A. ha presentato applicazioni di anomaly detection, mentre Alessandro Pinato e Mosè Prandin di Swegon hanno raccontato il progetto di manutenzione predittiva BlueBox. Dall’insieme degli interventi è emerso un messaggio chiaro: nel settore industriale, e soprattutto nelle nicchie, i dati necessari per addestrare i sistemi di AI non si trovano sul mercato. Costruire modelli su misura è quindi una sfida tecnica complessa, ma anche un’opportunità straordinaria per creare servizi esclusivi e nuovi modelli di business ad alto valore aggiunto. Ed è proprio qui che la collaborazione tra università e imprese diventa decisiva. AI@DEI 2026 ha registrato una partecipazione straordinaria e un dibattito particolarmente vivace. La giornata si è conclusa all’Hotel Mantegna con una sessione di networking informale, momento ideale per scambiare idee e gettare le basi per nuove collaborazioni tra le imprese e i gruppi di ricerca del DEI. L’evento è stato organizzato da Alessandro Beghi, Nicola Ferro, Andrea Gerosa, Emanuele Menegatti, Gaudenzio Meneghesso e Gian Antonio Susto, con il prezioso supporto di UniSMART – Fondazione Università di Padova. Con lo sguardo già rivolto al futuro, il DEI ha dato appuntamento a luglio 2027 per il Retreat AI@DEI: una full immersion di più giorni pensata per approfondire le metodologie dell’Intelligenza Artificiale, vederle all’opera sul campo e consolidare un legame sempre più stretto e strategico con il nostro tessuto produttivo. AI@DEI 2026 ha registrato una partecipazione straordinaria e un dibattito particolarmente vivace. La giornata si è conclusa all’Hotel Mantegna con una sessione di networking informale, momento ideale per scambiare idee e gettare le basi per nuove sinergie tra le imprese e il team di ricerca del DEI. Con lo sguardo già rivolto al futuro, il DEI ha dato appuntamento a luglio 2027 per il Retreat AI@DEI: una full immersion di più giorni pensata per approfondire le metodologie dell’Intelligenza Artificiale, vederle all’opera sul campo e consolidare un legame sempre più stretto e strategico con il nostro tessuto produttivo. Approfondimenti: Programma su Eventbrite Comunicato su Unipd.it Comunicato su Improvenet.it

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Dall’accademia alla telematica dei trasporti: lo spin-off Click & Find S.r.l.

Che cosa significa fare ricerca ingegneristica nella telematica? Per Nicola Zingirian, professore associato di Ingegneria Informatica al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova, la risposta è tanto semplice quanto rigorosa: «La nostra ricerca punta a risolvere problemi concreti, si chiama ricerca applicata. Non siamo solo scienziati, siamo anche ingegneri, ingegneri dell’informazione» afferma Zingirian «Questo significa che le nostre idee, anche quando introducono modelli o tecnologie innovative e risolvono problemi aperti, devono comunque tradursi, in tempi ragionevoli, in una soluzione dal requisito fondamentale: il valore della nuova informazione fornita, deve superare il costo di realizzazione ed esercizio della piattaforma necessaria per trattarla». È con questo principio, accompagnato dall’«ambizione di vedere che quello che inventavo finisse nel mondo reale», che nel 2004 il professor Zingirian fonda uno spin-off del DEI tra i più longevi e consolidati dell’Ateneo padovano: Click & Find. «Ogni volta che sorpasso in autostrada un’autobotte che trasporta carburante o gas – rivela Zingirian – lancio sempre un’occhiata al nostro impianto normalmente montato all’esterno sul lato sinistro e ripenso a quella ambizione». Oggi lo spin-off è una realtà solida che gestisce e digitalizza oltre il 90% delle consegne della logistica secondaria dei carburanti in Italia, collaborando con colossi come ENI e tutte le altre major del settore, oltre che con società di distribuzione del GPL come Liquigas e Butangas e depositi commerciali di idrocarburi. Con un fatturato in costante crescita che sfiora i tre milioni di euro e utili di quasi mezzo milione di euro (nel 2024), Click & Find è un esempio eccellente di come la ricerca accademica padovana si sia trasformata in una realtà industriale leader di mercato, capace di esportare le proprie soluzioni anche all’estero, fino in Sud Africa ed Europa dell’Est. La storia dello spin-off inizia tra il 2002 e il 2003, prima ancora della sua fondazione, in un’epoca in cui gli smartphone non esistevano e internet in mobilità sembrava quasi fantascienza. Il professor Zingirian, aveva concepito il progetto di ricerca VISIONS (Vehicular Information System Interface for Open Network Services), finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal suo gruppo di ricerca al DEI, dedicato all’interfacciamento tra veicoli e infrastrutture. In quel periodo il Web era appena esploso e stavano anche emergendo le tecnologie GPS e la connettività mobile. L’intuizione fu quella di affrancarsi dai costi e dalla lentezza degli SMS di allora, creando un terminale industriale mobile che fosse perennemente connesso. «Siamo stati tra primissimi a realizzare da zero un dispositivo “always on” per questo settore: un oggetto capace di restare connesso alla rete per ore in totale autonomia energetica. Ricordo ancora l’emozione di stringere tra le mani quel primo prototipo, costantemente online e in grado di trasmettere ovunque dati a un server e di ricevere la conferma in frazioni di secondo e per frazioni di euro cent». L’idea iniziale era legata al tracciamento delle merci e dei container attraverso codici a barre stampati dal web e letti dai vari terminali lungo il percorso. Un sistema smart brevettato, applicato con successo per un decennio da CityPorto dell’Interporto di Padova per la distribuzione urbana a basso impatto ambientale dell’ultimo miglio delle merci. In pratica, funzionava come le attuali app di consegna di cibo a domicilio, in cui si vede la posizione del driver in tempo reale. Se oggi tutto questo ci sembra la normalità, in un’era precedente agli smartphone era una soluzione difficile da comprendere. Eppure, era già in grado di gestire consegne multiple e di integrarsi con i sistemi gestionali dei corrieri. In seguito, lo spin-off ha saputo evolversi, intercettando un bisogno molto più profondo e specifico del mercato: il telecontrollo dei carburanti e dei gas tecnici, passando dal tracciamento della singola autobotte (con trasferimento deli dati al server e ai gestionali del cliente) al controllo dell’intera filiera logistica secondaria, permettendo l’avanzamento automatico dei processi.  Nella logistica dei carburanti, l’informazione ha un valore economico e di sicurezza elevatissimo, perché “l’incertezza” si paga cara. Le perdite apparentemente modeste, o i piccoli prelievi non autorizzati, possono generare ammanchi da milioni di euro su grande scala.  Click & Find non si è limitata a vendere soluzioni hardware e software di tracciamento standard: ha costruito un’infrastruttura tecnologica proprietaria capace di evolversi e durare nel tempo, tanto che le installazioni veicolari più recenti interoperano con altre che  stanno raggiungendo i vent’anni di funzionamento continuativo. Oggi l’offerta dell’azienda si articola su tre pilastri integrati: la digitalizzazione della caricazione nei depositi commerciali, la pianificazione dei viaggi e la “proof of delivery” (la prova di avvenuta consegna) completamente “paperless” (senza documentazione cartacea). Fare innovazione significa, dunque, risolvere problemi complessi con soluzioni sostenibili, dove il valore supera sempre il costo. L’innovazione di Click & Find ha superato persino le peculiarità legislative italiane. Nel nostro Paese, a differenza del resto d’Europa, la legge impone di misurare il carburante venduto a temperatura ambiente e non parametrato ai 15°C standard. Poiché il carburante cambia volume al variare della temperatura, questa fluttuazione può nascondere anomalie e perdite apparentemente trascurabili che in una rete logistica possono impattare economicamente in modo significativo. Lo spin-off ha risolto il problema sviluppando soluzioni avanzate che misurano continuativamente sull’autobotte i valori di densità e temperatura, integrando il dato con i sistemi di misura: un metodo che, nel pieno rispetto della legge, permette di verificare se il carburante caricato sia effettivamente arrivato tutto a destinazione, minimizzando l’incertezza del dato, che può nascondere la frode. Ma per chi proviene dal mondo accademico, operare con soluzioni ingegneristiche sul mercato richiede un passo ulteriore, spesso il più difficile: il passaggio psicologico e operativo da ricercatore a imprenditore.Una differenza sta nell’approccio: non ci si limita a creare un bel progetto sulla carta, si lavora per vederlo esistere nel mondo reale. Poi vi deve essere un ulteriore cambio di paradigma che riguarda il denaro: se nei progetti universitari è spesso percepito come “virtuale”, strettamente legato a rendicontazioni e scadenze di progetto (deliverable), nel mercato cambia di significato e diventa “vero”. «Se un cliente non paga o il servizio si interrompe (e dunque non si crea valore ma una perdita),…

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Lo spin-off BBSoF e il futuro della prevenzione sportiva

Se pensiamo all’analisi del movimento umano, immaginiamo quasi sicuramente una scienziata in camice, chiusa in un laboratorio asettico e circondata da macchinari costosi e sofisticati.Ma cosa succede se l’oggetto dello studio è il placcaggio di un rugbista? E se la scienziata in questione ha tre figli che giocano a rugby e un collega che, oltre a insegnare Scienze Motorie, fa l’allenatore? Succede che il laboratorio viene abbandonato e la ricerca si trasferisce direttamente sul campo, per misurare il movimento vero, preservandone tutta la naturalezza e l’energia. È iniziata esattamente così la storia di BBSoF (Beyond Biomechanics Sports on Field), lo spin-off del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova che dal 2017 unisce biomeccanica, clinica e sport. A raccontarcelo è Zimi Sawacha, professoressa associata al DEI, guida del team del BioMovLab, il Laboratorio di Bioingegneria del Movimento del DEI e co-fondatrice dello spin-off, assieme a Fabiola Spolaor e Annamaria Guiotto, all’epoca assegniste di ricerca presso lo stesso laboratorio e a tutt’oggi ancora attive nell’impresa:«Siamo partite da componenti molto semplici: delle normali webcam commerciali e le solette di pressione che avevamo già in laboratorio. Il vero lavoro è stato sviluppare gli algoritmi per estrarre dalle webcam lo stesso tipo di dati che prima ottenevamo con sistemi stereofotogrammetrici o telecamere a infrarossi.»Sfruttando la computer vision, il team è riuscito a rendere i dati compatibili con i codici di analisi standard. Ma il fatto eclatante avviene subito dopo. Durante i test con una squadra di rugby della Pro 12 (oggi URC – United Rugby Championship), l’algoritmo rileva un’anomalia nei movimenti di un atleta della nazionale. Poco dopo, in partita, il giocatore si infortuna esattamente al ginocchio segnalato. La sovrapposizione dei fotogrammi, prima e dopo l’infortunio, conferma l’accuratezza predittiva dell’algoritmo: nasce così il brevetto con l’Università di Padova.«Depositato il brevetto, mi chiama l’Ufficio Trasferimento Tecnologico dell’Ateneo e mi dice: “Zimi, perché non fai uno spin-off?”. Non ci avevo mai pensato, ma l’occasione era perfetta e in linea con la nostra forte vocazione traslazionale: creare qualcosa di utile per la comunità.» Negli anni BBSoF ha mappato i movimenti di atleti professionisti in tantissimi sport (dal pattinaggio artistico su ghiaccio alla pallavolo, dal calcio al tennis), senza dimenticare il supporto a livello locale per bambini e squadre amatoriali.Oggi lo spin-off punta alla massima scalabilità e sta raccogliendo fondi per lanciare sul mercato un’applicazione stand-alone basata su tecnologia monocamera. Grazie all’IA avanzata, sarà sufficiente uno smartphone a bordo campo per predire i carichi interni, eliminando la necessità delle solette di pressione. L’app si strutturerà su due livelli: una versione Basic, accessibile e immediata per preparatori atletici e fisioterapisti freelance e una versione Pro, che incorpora il brevetto e richiede una formazione specifica. Passare dalla ricerca accademica alla guida di un’azienda non è immediato. La svolta commerciale per BBSoF è arrivata grazie al percorso di accelerazione del Consorzio iNest, che ha trasformato la visione scientifica in una strategia di business, fornendo formazione e supporto in particolare alla professoressa Sawacha. Una crescita che l’ha portata a essere insignita del prestigioso Prix Monte-Carlo Femmes de l’Année 2023. Una storia da film. Tutto è iniziato al World AI Cannes Festival (WAICF), un evento di Terza Missione a cui hanno preso parte anche gli spin-off del DEI Click & Find e Audio Innova. Tra un video professionale e la partecipazione della professoressa Sawacha a una tavola rotonda, il successo è stato un lavoro di squadra: quando la professoressa è dovuta partire per l’Irlanda per un impegno familiare (un’importante partita di rugby del torneo Six Nations, il cui biglietto era stato acquistato mesi prima), il collega Nicola Zingirian ha fatto le sue veci, presentando la tecnologia dello spin-off ai selezionatori del premio. Poco dopo, è arrivata la telefonata della giuria. Inizialmente convinta si trattasse di uno scherzo, la professoressa si è poi recata all’evento, ritirando il primo premio direttamente dalle mani della Principessa Charlène di Monaco. Nonostante la crescita aziendale, il legame con il DEI rimane l’anima dell’innovazione. Lo spin-off rappresenta una palestra unica per studenti e dottorandi: agli studenti dà l’opportunità di tesi innovative; ai dottorandi, la possibilità di uscire dal laboratorio e affrontare la realtà del campo (il vento, la luce che cambia, gli imprevisti tecnici), dando un senso del tutto nuovo allo studio teorico. «Tra i dottorandi e i dipendenti dello spin-off c’è inoltre molta sinergia, – conclude la professoressa Sawacha – c’è uno scambio continuo che fa crescere tutti». La storia di BBSoF dimostra che il legame tra università e impresa è fondamentale per fare innovazione concreta, capace di proteggere il talento degli atleti, dai professionisti ai bambini che muovono i primi passi sul campo da gioco. Approfondimenti Il sito di BBSoF Il sito di BioMovLab Charlène di Monaco consegna il Prix Monte-Carlo femme de l‘année 2023, Monaco Italia Magazine, 4 aprile 2023 Consorzio Inest

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[ING.tonic] 17 settembre. Chi controlla i chip controlla il mondo. Tecnologia, geopolitica e competizione globale.

Il terzo appuntamento della rassegna [ING.tonic] 2026, che si terrà il 17 settembre dalle ore 19:30, affronterà un tema cruciale del nostro presente: il legame indissolubile tra risorse strategiche, tecnologia e politica internazionale. Dallo Stretto di Hormuz alla corsa ai semiconduttori tra USA e Cina, l’incontro metterà a confronto indipendenza energetica e autonomia tecnologica. Con la guida del professor Alessandro Paccagnella, Ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova e docente di Microelectronics and Geopolitics, vedremo come le crisi e i colli di bottiglia delle catene di fornitura internazionali si riflettono direttamente sul costo della vita quotidiana, dai carburanti alla tecnologia che usiamo ogni giorno, e quale spazio d’azione rimane per l’Italia e l’Europa. Un appuntamento dal taglio informale, aperto a chiunque desideri comprendere le dinamiche globali che influenzano il nostro quotidiano. Questo terzo aperitivo divulgativo si svolgerà all’Amsterdam. COME PARTECIPARE:L’evento è gratuito, per questioni organizzative si richiede la prenotazione su Eventbrite, a questo link.

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[ING.tonic] 2026. Cosa ricordare dei primi due incontri

Rivedi i due eventi: Non hai potuto raggiungerci agli ultimi [ING.tonic], gli aperitivi scientifici organizzati dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI)? Abbiamo preparato per te un piccolo recap! Nei primi due appuntamenti interdisciplinari, che si sono tenuti ad Arcella Bella, abbiamo scoperto come la matematica e l’ingegneria si applichino a due ambiti apparentemente distanti, ma fondamentali per le nostre vite: la tutela della privacy e la comprensione del benessere sessuale. Nel primo incontro, intitolato “Anonimi ma identificabili: quando la matematica può salvare la nostra privacy”, Francesco Silvestri, professore di Big Data Computing e Architettura degli Elaboratori al DEI (Unipd), ha spiegato come dati apparentemente innocui possano rivelare informazioni sensibili e addirittura l’identità. Attraverso casi storici eclatanti, è stato dimostrato come la semplice rimozione di nome e cognome non basti a proteggerci. Incrociando database pubblici apparentemente anonimi con altre informazioni (come foto dei paparazzi, notizie di cronaca o agende pubbliche), scienziati e giornalisti sono riusciti in passato a tracciare gli spostamenti esatti di star del cinema, a localizzare i domicili di parlamentari europei e persino a svelare la planimetria di basi militari segrete in Afghanistan partendo dai percorsi di corsa tracciati dall’app Strava. Un dato, infatti, non è mai davvero sicuro se può essere incrociato con altre informazioni future. Una soluzione si chiama Differential Privacy, una tecnica che introduce intenzionalmente del “rumore matematico” (alterazioni casuali) nei dati dei singoli. Questo garantisce alle persone di proteggere la propria riservatezza, consentendo nel contempo, su grandi numeri, di ripulire il rumore e ottenere statistiche aggregate precise. Una tecnologia già usata da colossi come, per esempio, Apple e Google. Oggi la sfida principale per la Differential Privacy è rappresentata dai Large Language Model (LLM), i modelli alla base delle moderne intelligenze artificiali: l’obiettivo è impedire che possano divulgare inavvertitamente informazioni sensibili. ING_tonic 2026 – 18 giugno – Silvestri ING_tonic 2026 – 18 giugno – Silvestri-78 ING_tonic 2026 – 18 giugno – Silvestri-68 ING_tonic 2026 – 18 giugno – Silvestri-49 ING_tonic 2026 – 18 giugno – Silvestri-31 ING_tonic 2026 – 18 giugno – Silvestri-26 ING_tonic 2026 – 18 giugno – Silvestri-14 ING_tonic 2026 – 18 giugno – Silvestri-13       Nell’appuntamento del 29 giugno, intitolato “Oltre il tabù della salute sessuale: quando dati, corpo e mente si incontrano”, la prospettiva si è spostata sulla salute e sulla neurofisiologia, mostrando come discipline apparentemente lontane collaborino oggi per studiare la salute sessuale. La psicologa e sessuologa Celeste Bittoni, ricercatrice del Sex Lab del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione (Unipd) e l’ingegnere Damiano Varagnolo, professore di Controlli automatici del DEI (Unipd) hanno presentato una ricerca pionieristica del Padova Sex Lab che punta a superare il classico approccio medico focalizzato solo sul dolore, per mappare scientificamente i meccanismi del piacere e del benessere sessuale. Su un campione femminile, il team ha unito l’analisi di dati fisiologici e percezioni soggettive alle misurazioni cerebrali ottenute con l’elettroencefalogramma. Lo studio ha rivelato che all’avvicinarsi dell’orgasmo si registra un aumento esponenziale delle onde gamma (oscillazioni veloci collegate all’attenzione e all’intensità percepita) del cervello. Queste ricerche aprono le porte a terapie “adattative” per disturbi come il vaginismo (comune dopo parti difficili o cure oncologiche). L’obiettivo attuale è sviluppare sistemi automatici di gestione delle terapie guidati da algoritmi ingegneristici, capaci di leggere in tempo reale lo stress o la tensione della paziente per adattare istantaneamente il trattamento in modo personalizzato e indolore.   Varagnolo Bittoni ING_tonic 2026 – 29 GIUGNO – Bittoni Varagnolo-25 ING_tonic 2026 – 29 GIUGNO – Bittoni Varagnolo-40 ING_tonic 2026 – 29 GIUGNO – Bittoni Varagnolo-164 ING_tonic 2026 – 29 GIUGNO – Bittoni Varagnolo-20 ING_tonic 2026 – 29 GIUGNO – Bittoni Varagnolo-8 [ING.tonic] si prende una pausa per le vacanze. Nel frattempo, segnati in agenda il 17 settembre (link a Eventbrite) e il 15 ottobre per i prossimi appuntamenti della rassegna [ING.tonic]! Buona estate!   Rivedi ora i due eventi! https://www.youtube.com/watch?v=9U8nmtRK6Cw&t=1689shttps://youtu.be/2aRZtfyjbPI?si=tDr9en6XxOZ56Npl

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ThinkQuantum: la ricerca sulla comunicazione quantistica diventa impresa

La protezione dei nostri dati digitali si affida quasi esclusivamente alla complessità matematica, ma con l’avvento dei futuri computer quantistici, molti degli attuali sistemi di cifratura potrebbero diventare vulnerabili. È qui che entra in gioco la comunicazione quantistica, che rivoluziona il concetto di sicurezza offrendo una crittografia teoricamente inviolabile perché si basa su principi fisici della meccanica quantistica. Questi principi permettono, infatti, di rilevare qualsiasi tentativo di intercettazione: se qualcuno prova a “spiare” la comunicazione, lascia tracce inevitabili. La crittografia quantistica supera, quindi, i limiti dei sistemi attuali: se qualcuno cerca di leggere l’informazione trasmessa su un fotone, che è una particella quantistica elementare, ne altera inevitabilmente lo stato, permettendo di accorgersi del tentativo di intrusione. Tuttavia, non si invia il messaggio vero e proprio tramite i fotoni, ma si usa la meccanica quantistica per creare una chiave segreta (Quantum Key Distribution  – QKD) e garantire la totale sicurezza della trasmissione, proteggendo le informazioni anche da futuri attacchi di calcolo quantistico. La QKD permette, infatti, di generare chiavi crittografiche casuali, condivise solamente dal trasmettitore e dal ricevitore.  È proprio questo il campo di attività di ThinkQuantum, spin-off del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova. Il suo percorso parte nei primi anni 2000, con le ricerche pionieristiche del professor Paolo Villoresi, (Ordinario di Fisica Sperimentale presso il DEI) sulla comunicazione quantistica satellitare. La svolta arriva nel 2019 con un brevetto innovativo: un dispositivo capace di codificare informazioni sulla polarizzazione della luce con velocità altissima e rumore minimo. Un’innovazione tale da aggiudicarsi l’Intellectual Property Award 2021. Nello stesso anno, grazie alla licenza d’uso esclusivo del brevetto concessa dall’Ateneo, nasce ufficialmente ThinkQuantum per portare questa tecnologia sul mercato. L’obiettivo principale dello spin-off è lo sviluppo di soluzioni per la crittografia basate su tecnologie ottiche e quantistiche, in particolare per realizzare sistemi per la distribuzione di chiavi crittografiche e quantistiche (QKD) e dispositivi per generare di numeri casuali (Quantum Random Number Generation – QRNG). Passare da un complesso apparato sperimentale in un laboratorio a un prodotto industriale vendibile è stata la vera sfida ingegneristica. ThinkQuantum ha vinto questa scommessa producendo sistemi di trasmissione e ricezione che sono, a tutti gli effetti, dispositivi “plug and play”. Si presentano come apparati “rack-mount” standard per garantire una rapida integrazione nelle attuali infrastrutture di comunicazione e pronti per essere collegati alle comuni reti in fibra ottica. Questa capacità di rendere la tecnologia quantistica accessibile e scalabile ha permesso all’azienda di conquistare clienti istituzionali e privati in tutta Europa, dando lavoro a una trentina di professionisti altamente qualificati. Il legame con l’Università rimane il motore pulsante dell’innovazione. Il gruppo di ricerca “Quantum” al DEI è cresciuto insieme all’azienda, contando oggi tre docenti strutturati e oltre 15 ricercatori. Il professor Giuseppe Vallone, co-fondatore dello spin-off, descrive questo legame come un circolo virtuoso: «La sinergia tra università e spin-off rappresenta un asset strategico nei bandi nazionali ed europei. Presentarsi come partner integrati permette di dimostrare la completezza della catena del valore, garantendo il passaggio dalla validazione in laboratorio alla commercializzazione del prodotto. Tale approccio costituisce un valore aggiunto determinante in fase di valutazione». ThinkQuantum non è solo un partner di ricerca, ma un’azienda che investe sul futuro finanziando borse di dottorato (due già attive e altre due in arrivo) e offre tirocini aziendali che permettono agli studenti di conoscere una realtà industriale d’eccellenza, senza allontanarsi dall’ecosistema universitario. Un altro importante obiettivo di ThinkQuantum è, infatti, quello di dare opportunità ai ragazzi che ovviamente non possono rimanere tutti in ambito universitario e possono poi fare un lavoro legato alle competenze che hanno acquisito con la ricerca accademica.  Trasformare la propria ricerca in uno spin-off, non è semplice e alla domanda diretta su questo punto, Vallone dà un consiglio pragmatico: «Serve qualcuno che si occupi del progetto al 100%, giorno per giorno. La gestione aziendale richiede competenze specifiche. Fondamentale è stato poter contare un CEO, Simone Capeleto, con competenze tecniche e manageriali e una pluriennale esperienza aziendale, ma anche sul supporto tecnico, logistico e amministrativo di Officina Stellare». Proprio con il supporto del socio di maggioranza Officina Stellare, ThinkQuantum guarda al futuro con l’obiettivo di espandersi non solo nel “quantum“, ma in tutto il settore della fotonica e dell’ottica avanzata.  Un ulteriore sviluppo in questa direzione è rappresentato dal trasferimento recente del team di Ricerca & Sviluppo di ThinkQuantum dalla sede di Via Trieste a un nuovo edificio di proprietà in via Ariosto, sempre a Padova. Il cambiamento riflette una fase di crescita dell’azienda in un settore altamente specializzato e suggerisce come attività di ricerca, se adeguatamente valorizzate, possano contribuire alla generazione di ricadute economiche e sociali sul territorio. Approfondimenti  Il sito web di ThinkQuantum Chiavi crittografiche per la Terra e lo spazio – Il caso ThinkQuantum, Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2025 Villoresi: «Nel Nobel a Zeilinger c’è anche un pezzo di ricerca fatta a Padova», Il Corriere del Veneto, 6 ottobre 2022

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[ING.tonic] 2026: gli appuntamenti con la ricerca…per l’aperitivo!

Torna anche nel 2026 l’iniziativa [ING.tonic]: quattro aperitivi con i ricercatori e le ricercatrici del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. Quattro nuovi approfondimenti nati per fare chiarezza sulle tecnologie ingegneristiche più recenti e sul loro impatto concreto nella nostra vita quotidiana. La modalità? Sempre quella in cui si chiacchiera meglio: al bar per un drink. Come funziona? L’ingresso è gratuito!  Per questioni organizzative è richiesta la registrazione su Eventbrite (link nell’elenco qui sotto) GLI APPUNTAMENTI:          

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[ING.tonic] 18 giugno. Anonimi ma identificabili: quando la matematica salva la nostra privacy

Il 18 giugno 2026 riparte la rassegna di Terza Missione [ING.tonic] – il ciclo di aperitivi con i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, per fare quattro chiacchiere al bar su argomenti di cui “ci piacerebbe sapere di più” e per scoprire come l’ingegneria non è poi così distante da noi. Anche quest’anno gli appuntamenti “fuori sede” saranno quattro. Il primo appuntamento si terrà il 18 giugno dalle ore 19:30 e avrà il seguente titolo: Anonimi ma identificabili: quando la matematica salva la nostra privacy. Com’è possibile proteggere i nostri dati e la nostra identità, in un’epoca in cui le nostre informazioni personali viaggiano su canali digitali? Ne parleremo durante un aperitivo con Francesco Silvestri, professore di Big Data Computing e Architettura degli Elaboratori al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova. Attraverso esempi reali e sorprendenti scopriremo come dati apparentemente innocui possano rivelare identità, abitudini e informazioni personali. Dai tragitti dei taxi di New York ai dati medici “anonimizzati”, capiremo perché cancellare nome e cognome spesso non basti a proteggerci. Esiste, tuttavia, una soluzione: la Differential Privacy, una tecnica innovativa che usa un “rumore intelligente” per tutelare la privacy senza rinunciare al valore dei dati. Un incontro accessibile, curioso e senza formule complicate, pensato per chi vuole capire meglio il mondo digitale che ci circonda. Questo primo appuntamento si svolgerà ad Arcella Bella. COME PARTECIPARE:L’evento è gratuito, per questioni organizzative si richiede la prenotazione su Eventbrite, a questo link.

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Piccolo recap dell'[ING.Tonic] 2025… per prepararci meglio all’edizione 2026!

Dopo il successo delle due precedenti edizioni, del 2024 e del 2025, sta per partire la  rassegna [ING.Tonic] 2026  Com’è andata l’anno scorso?I quattro appuntamenti [ING.Tonic] del 2025 hanno animato i locali della nostra città portando la ricerca del nostro dipartimento al bar, all’ora dell’aperitivo. Anche l’anno scorso, tra un brindisi e un talk con l’ormai iconico bicchiere dell’evento, abbiamo esplorato i confini della tecnologia insieme a docenti e ricercatori, affrontando temi che spaziano dall’infinitamente piccolo delle particelle quantistiche alla vastità dell’intelligenza artificiale. Nel 2025 la rassegna si è aperta il 12 settembre presso la casetta Zebrina, celebrando il centenario della meccanica quantistica con i professori Paolo Villoresi e Giuseppe Vallone. Con il loro talk intitolato “Una sicurezza fotonica! Come la luce quantistica proteggerà le nostre comunicazioni”, abbiamo scoperto che la meccanica quantistica segue regole bizzarre, come la “sovrapposizione”, per cui un sistema fisico (come un elettrone o un fotone) può esistere contemporaneamente in più stati o posizioni diverse fino a quando non viene misurato. Grazie all’esperimento del QRNG (generatore di numeri casuali quantistici), abbiamo visto come un singolo fotone possa creare chiavi crittografiche inviolabili. La fisica, e non più solo la matematica, diventa così lo scudo definitivo per le nostre comunicazioni, come dimostrato dalla rete VenQCI già attiva nel nostro territorio. Nel secondo incontro, il 26 settembre presso il Birrone, i professori Ruggero Carli e Pietro Falco ci hanno portato al confine tra macchine e coscienza, con il loro talk intitolato “I robot sognano? Possiamo davvero creare la coscienza artificiale?”Abbiamo imparato la differenza fondamentale tra il “corpo” (robot) e il “cervello” (IA), approfondendo come le reti neurali emulino i nostri neuroni. Il momento più affascinante? La riflessione sulla “Stanza Cinese”: un robot può manipolare simboli e parole perfettamente, ma non può ancora “sentire” il freddo o provare emozioni. La sfida del futuro, dunque, non è solo costruire macchine intelligenti, ma restare umani e saggi nel governarle. ING_tonic – 2 ottobre 2025 – Dalla Man Del Favero-50 ING_tonic – 26 settembre 2025 – Carli Falco-029 ing.tonic_milani_29ott-03 ING_tonic – 26 settembre 2025 – Carli Falco-047 ING_tonic – 2 ottobre 2025 – Dalla Man Del Favero-07 ing.tonic_milani_29ott-36 ing.tonic_milani_29ott-44 ing.tonic_milani_29ott-05 ing.tonic_milani_29ott-46 ing.tonic_milani_29ott-02 Il terzo appuntamento del 2 ottobre, sempre al Birrone, è stato un viaggio emozionante nella bioingegneria con la professoressa Chiara Dalla Man e il professor Simone Del Favero. Al centro del loro talk intitolato “Il diabete sotto scacco. Nuove tecnologie per la cura e il controllo del diabete”, la rivoluzione del pancreas artificiale: un sistema che, grazie ad algoritmi avanzati che agiscono come “giocatori di scacchi”, predice le variazioni della glicemia e interviene in tempo reale. Abbiamo scoperto con orgoglio che il primo simulatore al mondo usato per evitare i test sugli animali è nato proprio a Padova e che l’obiettivo finale della tecnologia è regalare ai pazienti una vera e propria “vacanza dal diabete”, automatizzando la gestione della malattia. Per l’ultimo incontro, il 29 ottobre presso l’Amsterdam, ci siamo immersi nella creatività digitale con il prof. Simone Milani e i dottorandi Chiara Schiavo e Mattia Tamiazzo. Il loro talk “IA Art attack: contenuti leciti e illeciti dell’Intelligenza Artificiale generativa” ci ha aiutato a capire come l’IA generativa stia cambiando il mondo dell’arte e del marketing. Usando l’analogia dei mattoncini Lego, i ricercatori hanno spiegato che l’IA non crea dal nulla, ma riassembla concetti astratti attraverso algoritmi complessi. Dalla ricostruzione dei volti per le indagini forensi ai deepfake, abbiamo analizzato opportunità e rischi (incluso l’impatto ambientale), concludendo che sebbene la produzione delle macchine sia ormai “industriale”, la scintilla della creatività umana rimane un’opera artigianale unica, fatta di esperienze ed emozioni vere. Grazie al dialogo diretto con gli esperti, abbiamo capito che termini come “qubit”, “algoritmo” o “modello matematico” non sono concetti astrusi, ma strumenti concreti che stanno già migliorando la nostra salute, la nostra sicurezza e il nostro modo di creare. Stiamo lavorando agli appuntamenti del 2026. Keep in touch! P.S: Ti sei perso un [ING.Tonic] dello scorso anno o vuoi rivedere tutti i talk? Ecco il link alla playlist completa!   https://youtu.be/iILwDs1oDBU?si=8i9_0SCZW-O4mQgxhttps://youtu.be/vZ2GRu87Izw?si=TOL5SyihgNnTwgBwhttps://youtu.be/sd96Y4ICu2M?si=sWQL2snSC3v0bJRuhttps://youtu.be/VTuj6B_ebMc?si=1o97lLO5N8_mI-jY

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