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NANOREVOLUTION | 100 anni di tecnologia: dall’invenzione del transistor all’Intelligenza Artificiale | 25/11/2025

Molti non sanno di cosa si tratta, in pochi sanno che senza di lui la vita (come la conosciamo oggi) non sarebbe possibile. Eppure, 100 anni fa è stato inventato il protagonista di questo evento, il transistor: un minuscolo componente che forma i chip che supportano la nostra vita digitale. La rapida evoluzione dei transistor ha reso possibile perfino l’Intelligenza Artificiale, uno strumento sempre più centrale nella quotidianità, che porta con sè domande relative agli sviluppi futuri, ai consumi energetici, agli equilibri geopolitici. NANOREVOLUTION è un appuntamento pensato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione per parlare di queste tematiche e capire insieme quali sono le prospettive di questo minuscolo oggetto rivoluzionario, il transistor. L’evento, rivolto a tutta la cittadinanza, fa parte delle iniziative di Terza Missione del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova Evento gratuito, su prenotazione Scopri il programma completo: https://nanorevolution.eventbrite.it INFORMAZIONI Giorno: 25 novembre 2025 Ora: 17:00 Dove: Orto Botanico di Padova Prenota QUI il tuo posto, è gratis

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Stefano Bonaldo vince il Radiation Effects Early Achievement Award

Durante la “IEEE Nuclear & Space Radiation Effects Conference” (NSREC 2025), conferenza internazionale di riferimento a livello mondiale per l’affidabilità dell’elettronica in ambienti ostili, come quello dello spazio, Stefano Bonaldo è stato premiato con il “Radiation Effects Early Achievement Award” riconoscendo una ricerca di grande impatto per la comunità dell’affidabilità dell’elettronica. Stefano Bonaldo has being recognized with the Radiation Effects Early Achievement Award from the IEEE Nuclear Plasma Science Society, announced during the IEEE Nuclear & Space Radiation Effects Conference – NSREC 2025 held in Nashville, USA, on July 14-18, 2025. The award recognize his significant impact on the field of radiation effects “for contributions to the understanding of degradation mechanisms induced by total ionizing dose in CMOS devices fabricated with advanced technology nodes, in particular at ultra-high radiation doses”.

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[Ing.tonic] 2025: Appuntamento con la ricerca…per l’aperitivo

Torna anche nel 2025 l’iniziativa [ING.tonic]: 4 aperitivi con i ricercatori e le ricercatrici del Dipartimento di Ingneria dell’Informazione. Quattro nuove tematiche con il fine di continuare a fare chiarezza su importanti e attuali temi che riguardano le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale. La modalità? Sempre quella in cui si chiacchiera meglio: al bar per un drink e quattro chiacchiere. Come funziona? L’ingresso è gratuito! Per questioni organizzative è richiesta (ma non è vincolante) la registrazione su Evenbrite (link nell’elenco qui sotto) GLI APPUNTAMENTI: 12 settembre ore 19:30 @Casetta Zebrina (mappa)Una sicurezza fotonica! Come la luce quantistica proteggerà le nostre comunicazioniDati sempre più sicuri grazie alla luce. Scopri di più su computer quantistici e sull’uso di luce e fotoni per chiavi segrete Giuseppe Vallone e Paolo VilloresiSCOPRI DI PIÚ ___ 26 settembre ore 19:30 @Birrone (mappa)I robot sognano? Possiamo davvero creare la coscienza artificiale?I robot imparano davvero? In che modo si sviluppa la loro intelligenza? Possono diventare coscienti?L’era dell’intelligenza artificiale è iniziata: sfide sociali ed etiche nell’era in cui umani, robot e AI imparano a convivere e collaborare. Ruggero Carli e Pietro FalcoSCOPRI DI PIÚ ___ 2 ottobre ore 19:30 @Birrone (mappa)Il diabete sotto scacco. Nuove tecnologie per la cura e il controllo del diabete Alla scoperta del sistema di guida automa per volare sicuri nel turbolento mondo del diabete o, se preferite, del “roomba” della glicemia. Un viaggio tra cloni virtuali, utilizzati al posto di cavie animali, e pazienti hacker che sfidano le regole creando dispositivi fai-da-te.  Chiara Dalla Man e Simone Del FaveroSCOPRI DI PIÚ ___ 29 ottobre ore 19:00 @Amsterdam (mappa)IA Art attack: contenuti leciti e illeciti dell’Intelligenza Artificiale generativa Come funziona l’IA generativa per la creazione di testi, immagini e video? Come usarla in modo creativo e come difendersi da chi la usa per scopi illeciti (es. deepfake)? Vieni anche tu a scoprire opportunità, criticità e alcuni scenari futuri. Simone Milani e Chiara SchiavoSCOPRI DI PIÚ Visualizza articolo

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Granchio blu: cosa succede quando ingegneria e biologia marina collaborano

“Granchio blu, la terza invasione! Puoi solo dichiarare guerra a questi mostri!” declamava Andrea Pennacchi lo scorso 18 settembre all’Orto Botanico di Padova, nel suo studio per uno spettacolo intitolato “Alieni in Laguna”. Com’è noto, il granchio blu (Callinectes sapidus) è una specie invasiva legata ai cambiamenti ambientali e climatici che minaccia la biodiversità marina e la pesca, in particolare nel Nord Adriatico. L’emergenza granchio blu è un problema complesso, che richiede un approccio transdisciplinare. Un esempio virtuoso di questo tipo di collaborazione nasce dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova, che unisce, in un lavoro sinergico, l’ingegneria dei sistemi di controllo e la biologia. Come racconta il Prof. Mirco Rampazzo (DEI – Unipd), l’idea di una collaborazione con il Dipartimento di Biologia è nata grazie a una studentessa di Control Systems Engineering. La studentessa era fortemente interessata all’ecologia delle popolazioni (come crescono, si riproducono e mutano), un argomento  che in passato era parte del programma dell’insegnamento di sistemi ecologici tenuto al DEI dai Proff. Giovanni Marchesini ed Ettore Fornasini. Per darle la possibilità di approfondire il tema, Rampazzo l’ha messa in contatto con il Prof. Alberto Barausse (Dipartimento di Biologia, DiBio – Unipd), un ingegnere ambientale specializzato in ecologia acquatica applicata e direttamente coinvolto negli studi sul granchio blu. Il granchio blu è diventato così il soggetto centrale della tesi di Caterina Nespolo, con l’obiettivo di descrivere le dinamiche della specie (nascita, crescita e distribuzione) applicando gli strumenti tipici dell’ingegneria: i modelli matematici, in particolare i sistemi dinamici, e le simulazioni numeriche. Come spiega Mirco Rampazzo, l’utilizzo di modelli matematici permette di rappresentare in modo astratto il mondo reale, che è intrinsecamente complesso, ovvero di tradurre le molteplici interazioni ecologiche in uno scenario semplificato, in equazioni, per comprendere la dinamica della popolazione, il suo andamento, come si distribuisce spazialmente, se ci sono situazioni di equilibrio stabili o instabili e quali siano le interconnessioni fra cause ed effetti. Grazie ai modelli matematici è dunque possibile fare previsioni sull’andamento futuro del granchio blu. I modelli e le simulazioni possono così contribuire a supportare le decisioni di gestione, valutando in anticipo l’impatto di diverse azioni (ad esempio, quanto intensamente pescare) sugli equilibri dell’ecosistema. Affinché i modelli siano affidabili, è necessario avere a disposizione molti dati. Il gruppo dei proff. Alberto Barausse e Carlotta Mazzoldi sta raccogliendo dati sul granchio blu, grazie anche a progetti finanziati dalla Fondazione Cariparo e dal FEAMPA (Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura) e sta sviluppando strumenti modellistici ai fini previsionali. La raccolta dati si svolge sia sul campo, in particolar modo nelle lagune del Delta del Po, Venezia, Caorle, sia in laboratorio. Osservatori dell’Università di Padova, assieme ai pescatori locali, misurano, pesano e verificano il sesso dei granchi catturati in trappole e reti. Nello stesso tempo, si registrano le condizioni ambientali, in particolare temperatura e salinità, ritenute fondamentali per comprendere la distribuzione del granchio blu. In laboratorio (nella Stazione Idrobiologica “Umberto D’Ancona” a Chioggia,, struttura dell’università di Padova fondata negli anni Quaranta del secolo scorso), si effettuano invece esperimenti controllati in acquario, per misurare la tolleranza e la reazione fisiologica del granchio a diverse combinazioni di temperatura e salinità.     Recovered_probe Probe_in_field Nassa Biometric_measurements Crab_with_HR_sensor   Questi dati sono fondamentali perché il granchio blu è una specie plastica: la sua fisiologia si adatta a seconda delle condizioni ambientali locali. I dati raccolti negli Stati Uniti, dove ci sono molti studi sull’argomento, non sono estrapolabili ai granchi blu del nostro territorio: per poter fare previsioni affidabili nell’Adriatico dobbiamo lavorare sui nostri dati. In realtà, servirebbero anni di misurazioni, sottolinea Barausse, ma siccome non possiamo dedicare anni a raccogliere dati, visto che vi è un’emergenza in corso, usiamo lo spazio per sopperire alla mancanza di tempo, ovvero monitoriamo tanti punti diversi per verificare l’effetto della salinità e della temperatura sul granchio blu. Per contrastare l’invasione del granchio blu nell’Adriatico si sono uniti in uno sforzo congiunto Presidenza del Consiglio, Ministeri, Università ed enti di ricerca scientifica, rappresentanze di categoria, sotto il coordinamento di un Commissario Straordinario, Enrico Caterino. Oggi chi deve prendere le decisioni per gestire “l’emergenza granchio blu” è di fronte a una scelta complessa.  Da una parte si pensa al prelievo mirato e al contenimento. Dall’altra si pensa a uno sfruttamento sostenibile. Se si andasse in questa seconda direzione si tratterebbe di accettare, dunque, la presenza della specie nel breve e medio termine e sviluppare una filiera economica. Oltre allo sfruttamento in ambito alimentare, si stanno studiando utilizzi alternativi del granchio blu, come la produzione di ammendanti, biogas o l’estrazione di chitosano (NdR: un polisaccaride che sembrerebbe efficace nel ridurre l’assorbimento intestinale di colesterolo e trigliceridi). Questa scelta richiederebbe pertanto una gestione sostenibile del granchio blu, per mantenere la risorsa a lungo termine nelle nuove filiere. Dunque, è a livello di modelli che il DEI può apportare un contributo cruciale in entrambi questi contesti. L’obiettivo è duplice. In primo luogo, i modelli servono per analizzare la situazione attuale in modo da individuare gli stadi vitali più critici (come le femmine con le uova in riproduzione) e calcolare con precisione quanto pescare per ridurre al massimo la popolazione. In secondo luogo, questi strumenti sono essenziali per prevedere gli scenari futuri, garantendo così il mantenimento della risorsa “granchio blu” per un suo sfruttamento sostenibile. L’auspicio è che questa collaborazione transdisciplianre  tra Ingegneria dei Controlli e Biologia, che applica un approccio integrato e modelli previsionali per affrontare un problema così articolato, possa aiutare i decisori (come governi e organi legislativi) a compiere le scelte più sostenibili.   Approfondimenti:Granchio Blu. Nuovo progetto pilota da 1,5 milioniBlue crab action plan, nuovo progetto per mappare il granchio blu Focus ARPA VenetoGranchio blu: la Fondazione in campo per salvare l’ecosistema marino Specie aliene nella laguna di Venezia: non solo il granchio blu  

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Best Paper Award alla Conferenza ESREF 2025

Riccardo Fraccaroli, PhD, insieme a tutti gli altri co-autori, ha vinto il best paper award per l’articolo “Field driven failure mechanism on 100V p-GaN HEMT with gate metal retraction”, presentato alla conferenza ESREF 2025, che si à tenuta a Bordeaux (Francia) dal 6 al 9 ottobre 2025.   Gli autori attualmente presenti all’interno del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) sono i seguenti: Riccardo Fraccaroli, Matteo Dell’Andrea, Simone Longato, Manuel Fregolent, Isabella Rossetto, Carlo De Santi, Gaudenzio Meneghesso, Enrico Zanoni, Matteo Meneghini.

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Best poster award per Mattia Tamiazzo

Lo studente borsista Mattia Tamiazzo ha ricevuto il premio “Best poster award for application-oriented impact” alla IEEE – EURASIP Summer School on Signal Processing (S3P 2025) che siè tenuta a San Vincenzo (LI), dal 21 al 26 settembre 2025, per il lavoro “TeLL-Me What You Can’t See: A Vision-Language Framework for Forensic Mugshot Augmentation”, autori: S. Cavasin, P. Biasetton, M. Tamiazzo, S. Milani, M. Conti.

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Padova sede della 1st IFAC Joint Conference on Computers, Cognition and Communication 2025 su Automazione, Intelligenza Artificiale e Robotica

Dal 15 al 18 settembre 2025, Padova ha ospitato la prima edizione della IFAC Joint Conference on Computers, Cognition and Communication (J3C 2025). Questo nuovo e importante evento internazionale è nato con l’obiettivo di promuovere la ricerca e la collaborazione sui sistemi complessi di controllo e automazione, focalizzandosi in particolare su controllo e intelligenza artificiale, soluzioni di sistemi di rete e ciberspazio-fisici, e moderni approcci all’automazione di processi complessi. Organizzata con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) e di Fondazione UniSMART, questa edizione inaugurale ha visto il Prof. Gian Antonio Susto ricoprire il ruolo di General Chair. La proposta di candidatura è stata un successo per Padova, che nel 2023, durante l’IFAC World Congress di Tokyo, ha superato la concorrenza di Singapore grazie all’iniziativa del Prof. Gian Antonio Susto, coordinatore dell’AMCO Lab (Artificial Intelligence, Machine Learning & Control) dell’Università di Padova. Promossa dalla storica e autorevole International Federation of Automatic Control (IFAC), la conferenza ha riunito circa 250 scienziati, ricercatori e leader industriali provenienti da 40 paesi di tutti i continenti. L’espressione “Joint Conference” deriva dal raggruppamento di tre sotto-eventi in un’unica, grande manifestazione: i consolidati eventi triennali ‘Symposium on Telematics Applications’ (TA) e ‘ Conference on Intelligent Control and Automation Sciences’ (ICONS), giunti alla settima edizione, più il nuovo evento ‘Workshop on Engineering and Architectures of Automation Systems’ (EAAS). Questa scelta strategica non solo ha aumentato la partecipazione e la risonanza internazionale, ma ha anche portato un significativo beneficio in termini di sostenibilità ambientale (riduzione degli spostamenti e dei viaggi aerei). Le quattro giornate di J3C 2025 si sono tenute presso il Centro Culturale San Gaetano, offrendo un ricco programma di presentazioni scientifiche, sessioni tematiche e momenti di networking. I tre sotto-eventi, pur uniti da un unico filo conduttore, si sono concentrati su aree distinte: ICONS: incentrato su computazione d’avanguardia, algoritmi, modelli complessi, intelligenza artificiale, reti neurali, deep learning e approcci data-driven; TA: focalizzato sulle decisioni automatiche in contesti smart city o distribuiti, come l’IoT; EEAS: dedicato ai sistemi di controllo e automazione (per l’industria e le automobili), all’Industria 5.0, alla robotica collaborativa e alle architetture di fabbrica. La cerimonia di apertura ha visto gli interventi istituzionali di Margherita Cera, assessore del Comune di Padova con deleghe, tra le altre, all’Innovazione e alla Transizione Digitale, e Gaudenzio Meneghesso, Direttore del DEI. Il momento clou della conferenza si è svolto nel pomeriggio del 17 settembre nell’Aula Magna del Bo, dove sono stati celebrati i migliori giovani ricercatori. L’evento ha incluso anche un panel strategico sul futuro dell’ingegneria e sulle attività dell’IFAC, con la partecipazione dei tre presidenti IFAC (un past president Frank Allgöwer, l’attuale, Dongil “Dan” Cho e il futuro presidente, Maria Prandini), culminando con la premiazione dei contributi più innovativi e di impatto. La prossima edizione di J3C è in programma per il 2028 e l’assegnazione della sede avverrà in Corea l’anno prossimo, durante l’IFAC World Congress, l’evento principale dell’organizzazione che si tiene ogni tre anni.

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Workshop AIMS 5.0 DeepTech

Nei giorni 18-19 settembre si è riunito il Team Europeo 5.0 in occasione del Workshop AIMS 5.0 DeepTech, tenuto nel contesto dell’IFAC J3C – IFAC Joint Conference on Computers, Cognition and Communication e co-organizzato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI). AIMS50 è una delle principali iniziative dell’UE sull’intelligenza artificiale per la Produzione Sostenibile e l’Industria 5.0, giunta al terzo anno, che vede la partecipazione di 53 partners di 12 nazioni. Tra i partecipanti al workshop, leader europei del settore, erano presenti Infineon Technologies e LFoundry. Le due giornate sono state un’entusiasmante opportunità per condividere i progressi di una ventina di casi d’uso, allineare le strategie per massimizzare l’impatto e la visibilità, rafforzare la collaborazione tra partner di ricerca e industriali. In particolare, nel progetto, il gruppo di ricerca dell’Università di Padova, guidato dal Prof. Gian Antonio Susto, coordinatore dell’AMCO Lab (Artificial Intelligence, Machine Learning & Control), sta sviluppando soluzioni di riconoscimento di anomalie in grado di identificare difetti e fenomeni di degrado nei processi produttivi industriali, anche in assenza di dati supervisionati. Le metodologie sviluppate rientrano inoltre nell’ambito della eXplainable Artificial Intelligence (XAI), un settore di ricerca che mira a fornire spiegazioni comprensibili per le soluzioni di Intelligenza Artificiale di tipo black-box, rendendo i suggerimenti e le stime di tali tecnologie più trasparenti, affidabili e facilmente traducibili in azioni da parte degli utenti.

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