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Typhoon HIL Best Paper Award Europe 2025 al laboratorio di Elettronica di Potenza (PEL)

Il laboratorio di Elettronica di Potenza (PEL) del DEI si è recentemente aggiudicato il Typhoon HIL Best Paper Award Europe 2025 con il lavoro “All-Port Unterminated Admittance Passivity for Robust Stability of AC-DC Interlinking Converters” di Ruzica Cvetanovic, Ivan Petric, Paolo Mattavelli e Simone Buso. L’azienda ha premiato il laboratorio con una unità del simulatore in tempo reale HIL 604, che ci è stato consegnato nei giorni scorsi.  Il dispositivo sarà utilizzato in molte delle ricerche in corso, per accelerare lo sviluppo di sistemi di controllo digitale su microprocessore per convertitori di potenza.  Attualmente, la quasi totalità delle applicazioni dei sistemi di conversione dell’energia elettrica richiede sistemi di controllo e supervisione digitale. L’uso di simulatori in tempo reale è diventato uno strumento efficace per accelerarne lo sviluppo, in quanto permette di abbinare alla piattaforma di controllo un modello numerico del converitore, senza necessariamente ricorrere ad un prototipo fisico. In questo modo, lo sviluppo del codice può iniziare già dalle prime fasi di un progetto e molte delle criticità possono essere identificate e risolte prima di interfacciarlo con il convertitore vero e proprio. Nel nostro laboratorio, questa metodologia è già in uso e viene applicata ad una varietà di studi, da quelli relativi alle micro-reti di distribuzione dell’energia elettrica, fino ai singoli convertitori con controllo digitale destinati a diverse applicazioni, tra le quali i regolatori di carica per batterie, gli alimentatori per sistemi di calcolo ad alte prestazioni e gli alimentatori da rete con regolazione del fattore di potenza (PFC).  Il dispositivo HIL 604 è da oggi a disposizione di tutti i ricercatori del nostro laboratorio. Ringraziamo Typhoon HIL per la generosità dimostrata nei nostri confronti.

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La sicurezza informatica del futuro è quantistica: Il progetto PIQCS (FISA) di Marco Avesani

Una tecnologia pensata per proteggere i dati più sensibili, sicura, e che ora punta a diventare “tascabile” grazie a chip fotonici. Il progetto PIQCS dell’Università di Padova e dello spin off ThinkQuantum punta tutto sulla crittografia quantistica In un mondo sempre più digitale, la sicurezza dei dati non è più una questione astratta. Ogni giorno cittadini e istituzioni affidano alle reti informatiche informazioni personali, sanitarie, finanziarie e amministrative: dati che non restano fermi in un solo computer ma circolano tra ospedali, laboratori, data center, sistemi pubblici e privati. Molte di queste comunicazioni, fino ad oggi protette da sistemi considerati sicuri, sono destinate a diventare vulnerabili con l’arrivo dei computer quantistici: non si tratterà semplicemente di macchine più potenti, ma di una tecnologia capace di mettere in crisi i problemi matematici su cui si basa gran parte della crittografia attuale e quindi i meccanismi che oggi proteggono dati, transazioni e comunicazioni in tutto il mondo. Una delle risposte più robuste a questa minaccia arriva dalla fisica quantistica: la Quantum Key Distribution (QKD) utilizza singoli fotoni, ovvero i costituenti fondamentali della luce, per generare e distribuire chiavi crittografiche in modo intrinsecamente sicuro. Nonostante l’interesse crescente, l’adozione su larga scala della QKD richiede un ulteriore salto tecnologico: portare i dispositivi verso standard ancora più elevati di compattezza, efficienza e competitività economica, per accelerarne l’integrazione nelle infrastrutture esistenti. È qui che entra in gioco la fotonica integrata, che con un salto tecnologico decisivo consente di miniaturizzare su chip i principali componenti ottici, rendendo i dispositivi molto più compatti, stabili, efficienti e competitivi sul mercato. Proprio da questa esigenza nasce il progetto PIQCS (Photonic Integrated Quantum Cryptography System), coordinato da Marco Avesani, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, e finanziato con 4,3 milioni di euro nell’ambito del bando FISA (Fondo Italiano per le Scienze Applicate), promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca per sostenere progetti di ricerca applicata ad alto potenziale innovativo e favorirne il trasferimento tecnologico. «L’obiettivo di PIQCS è sviluppare, nei prossimi anni, sistemi di crittografia quantistica compatti, ad alte prestazioni e adatti alla produzione su scala industriale, integrando su chip in un unico dispositivo funzioni oggi distribuite tra diversi componenti ottici specializzati – sottolinea Marco Avesani -. Il progetto punta in particolare a riunire tecnologie come la Quantum Key Distribution (QKD) e i generatori quantistici di numeri casuali (QRNG), componenti essenziali per la sicurezza delle comunicazioni del futuro». Il progetto – che si inserisce nelle politiche europee per la sovranità tecnologica e contribuisce agli obiettivi dello European Chips Act, a sostegno dello sviluppo di tecnologie avanzate nei chip elettronici e fotonici, comprese le tecnologie quantistiche – svilupperà anche moduli compatti e pluggable, simili ai transceiver già impiegati nelle reti di telecomunicazione, facilmente integrabili nelle infrastrutture esistenti. Questo salto è reso possibile dalla collaborazione tra la ricerca sulla fotonica integrata dell’Università di Padova e l’esperienza industriale dello spin-off ThinkQuantum, attivo nello sviluppo di soluzioni per la sicurezza quantistica. Le applicazioni della crittografia quantistica sono ampie e strategiche: dalla sanità alle infrastrutture critiche, dalle comunicazioni governative ai data center industriali, fino alle telecomunicazioni e al settore spaziale. Quest’ultimo rappresenta uno degli ambiti più promettenti: dispositivi compatti e a basso consumo sono particolarmente adatti all’impiego su satelliti, dove risorse, ingombri e potenza disponibile sono fortemente limitati. Sito di progetto: https://piqcs.dei.unipd.it/

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Daniele Orsuti vince il Best PhD Thesis in Applied Photonics Award / IEEE Photonics Society Italian Chapter

l’IEEE Photonics Society Italian Chapter ha conferito a Daniele Orsuti, recentemente unitosi al nostro dipartimento come RTDA, il “Best PhD Thesis In Applied Photonics Award, 2025“, per la tesi dal titolo “Advanced Coherent Systems for High-Performance Fiber-Optic Communications and Distributed Acoustic Sensing”

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Outstanding Paper Award al RADECS

Stefano Bonaldo, Marta Bagatin e Simone Gerardin hanno ricevuto l’Outstanding Paper Award alla conferenza internazionale RADECS 2024 – Radiation Effects on Components and Systems, tenutasi a Maspalomas (Gran Canaria, Spagna) dal 16 al 20 settembre 2024, per il lavoro “TID Mechanism Related to the Charge Trapping in STI Corners of Planar Technologies” avente come autori Stefano Bonaldo, Giulio Borghello, Federico Faccio, Marta Bagatin, Serena Mattiazzo e Simone Gerardin e dei colleghi dell’ETH Zurich (Politecnico Federale di Zurigo, Svizzera). Il premio è stato annunciato in occasione dell’edizione RADECS 2025, tenutasi ad Anversa (Belgio), dal 29 settembre al 6 ottobre 2025.Il lavoro chiarisce alcuni dei più recenti meccanismi di degrado nei transistor CMOS di tecnologie avanzate quando esposti a radiazioni ionizzanti, tipiche di ambienti come lo spazio e gli esperimenti di fisica delle alte energie.

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