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Terzo premio “Best Conference Presentation by a Young Researcher”  

Leonardo Martin, dottorando del gruppo “Electronic Measurement” dei DEI, ha vinto il terzo premio nella categoria “Best Conference Presentation by a Young Researcher” al convegno IEEE MeAVeAS 2026 (Padova, 28-30 aprile, 2026), insieme ai co-autori Giacomo Peruzzi, Matteo Bertocco, Nicola Trivellin e Alessandro Pozzebon, con il lavoro “An Integrated Non-Lethal Deterrence Solution Approach to Mitigate Wolf-Livestock Conflicts”.

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Quando la ricerca tra algoritmi e arte diventa impresa: lo spin off Audio Innova

Dalle avanguardie della Computer Music ai sistemi per l’inclusione sociale, lo spin off del DEI Audio Innova rappresenta un’eccellenza nel trasferimento tecnologico. Abbiamo incontrato il professor Sergio Canazza, Ordinario al DEI e socio fondatore dello spin off, per capire come la ricerca accademica possa trasformarsi in un impatto sulla società. Prof. Canazza, Audio Innova nasce nel 2013. Come si passa da un laboratorio universitario al mercato? C’è stato un momento particolare di svolta? «Audio Innova capitalizza le ricerche iniziate negli anni Cinquanta dal prof. Giovanni Battista Debiasi e la nascita della ricerca multidisciplinare tra ingegneria e musica a Padova. La vera svolta è arrivata però tra il 2010 e il 2012. Vincere il primo premio dello Start-Cup Veneto nel 2010 e classificarci terzi nel 2012 ci ha dato la consapevolezza che gli algoritmi di restauro audio ottenuti dal nostro Centro di Sonologia Computazionale (CSC) non erano solo esperimenti riusciti, ma soluzioni a bisogni reali del mercato. Nel 2013 abbiamo capito che per dare un impatto sociale ed economico a quella ricerca e rispondere velocemente al mercato serviva un veicolo agile. Dovevamo essere snelli a livello amministrativo, ma anche poter seguire progetti con risvolti applicativi e non strettamente relativi alla ricerca di base, che ci venivano commissionati da istituzioni culturali per la conservazione di archivi sonori o per la creazione di nuove opere. Così è nata Audio Innova. Il CSC in pratica ci ha fatto da incubatore». In un settore competitivo come quello delle tecnologie audio, in che modo Audio Innova si distingue da ciò che esiste già? «La nostra unicità risiede nella multidisciplinarietà e nell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale con il rigore filologico. La nostra tecnologia, premiata per due anni consecutivi al Festival di Cannes per l’Intelligenza Artificiale con il Neurons Awards Creativity AI Trophy, utilizza l’IA per correggere automaticamente gli errori di digitalizzazione. Inoltre, a differenza di altri, operiamo su quattro fronti integrati: la conservazione dei beni culturali (dove copriamo il 90% del mercato italiano), la didattica aumentata con sistemi come BoardOnAir, l’inclusione per la disabilità e la produzione artistica nei campi della musica e della media-art». Quanto è importante mantenere un legame stretto con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI)? In che modo questa collaborazione continua ad alimentare l’innovazione? «È fondamentale. Credo con orgoglio che Audio Innova sia l’emblema del trasferimento tecnologico del DEI. Il legame è simbiotico: il dipartimento fornisce la ricerca di base e l’accesso a network internazionali prestigiosi, mentre Audio Innova trasforma quella ricerca in soluzioni scalabili.Lo spin off è cresciuto negli anni: ci sono 6 persone a tempo indeterminato, abbiamo acquistato un grande spazio in zona industriale e abbiamo in corso contratti di una certa importanza. Io seguo quello che è più vicino al DEI per il 95% del mio tempo, ma, come altri del team, rimango un accademico, anche se abbiamo imparato molto strada facendo. Per questo abbiamo coinvolto sin da subito un libero professionista con lunga esperienza nell’ICT che, come socio, fa le scelte da imprenditore.Tra il 2020 e il 2024 abbiamo accolto oltre 50 tesisti e 19 stagisti, formando nuove generazioni di professionisti. Molti dei nostri collaboratori, dopo l’esperienza da noi, sono stati assunti da giganti come l’Agenzia Spaziale Europea, Toyota o il settore tecnico della RAI di Roma e inseriti in ruoli apicali. Questa circolazione di talenti e idee tra università e impresa è indispensabile per la nostra attività.» Quali sono state le sfide principali nel passare dal ruolo di ricercatore a quello di imprenditore? Che consiglio si potrebbe dare a uno studente del DEI che sogna una startup? Il passaggio da ricercatore a imprenditore richiede prima di tutto una motivazione profonda e una consapevolezza nuova: non si risponde più solo al metodo scientifico, ma si assume una responsabilità diretta verso i propri collaboratori. È una scelta che va ponderata con cura. A uno studente del DEI consiglierei di non affidarsi solo all’intuito: l’imprenditorialità è una disciplina che va studiata. Il mio suggerimento è di frequentare, dopo la laurea, corsi specifici dell’Università di Padova che insegnano a trasformare un’idea tecnologica in un progetto di business solido». Quali sono i prossimi obiettivi? Come sarà Audio Innova tra cinque anni? «L’8 maggio saremo all’inaugurazione della 61ª Biennale d’Arte di Venezia: il CSC sarà l’unico partecipante italiano tra i 111 selezionati, protagonista di un’installazione di media-art “site-specific” pazzesca al Padiglione Argentina dell’Arsenale. Il 4 maggio siamo stati a Milano Musica con due opere di Adriano Guarnieri.Guardando ai prossimi 5-10 anni, la sfida è chiara. Con Audio Innova abbiamo dimostrato che la cultura è un’industria ad alto rendimento, capace di produrre valore. Nonostante l’avvento dell’intelligenza artificiale e un mercato della creazione in mutamento, con giovani artisti dai linguaggi più “essenziali”, dobbiamo restare reattivi.Il nostro obiettivo è continuare a fare innovazione sfruttando i nuovi archivi, sempre più “multitipologici”, forti di una riconoscibilità mondiale già sancita dai successi di Cannes». C’è un episodio curioso o un traguardo raggiunto di cui andare particolarmente fieri nel vostro percorso? «Contrariamente a quanto si possa pensare, il mondo degli archivi analogici è in continua espansione. Emergono costantemente nuovi fondi, spesso ritrovati per caso in armadi dimenticati da chi nemmeno sospettava di possedere un tesoro documentario. Fino agli anni 2000, tuttavia, la concezione di “archivio” era limitata quasi esclusivamente alla carta; i supporti sonori non venivano considerati tali. Oggi, grazie a una nuova sensibilità, stiamo riscoprendo nastri magnetici che custodiscono opere uniche: esecuzioni di Arturo Benedetti Michelangeli, composizioni di Luigi Nono, dialoghi tra Rota e Federico Fellini, o frammenti di vita quotidiana tra Bruno Maderna, Luciano Berio e Marino Zuccheri. Si tratta di materiale che sulla carta non lascerebbe traccia, ma che ora l’archivista tutela con rigore. Anche il musicologo ha evoluto il suo approccio: se un tempo si limitava allo studio della partitura, oggi analizza l’interpretazione e l’esecuzione proprio grazie a questi archivi sonori. Il recupero di questi materiali richiede un eccezionale intreccio di saperi, dove il lavoro degli ingegneri diventa fondamentale. Anni fa sono stati rinvenuti dei supporti rarissimi appartenuti a Egidio Meneghetti (medico, farmacologo di fama mondiale, politico e…

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Laurea Magistrale ad honorem in Electronic Engineering a Umesh Kumar Mishra

Immaginate un transistor capace di gestire enormi quantità di energia disperdendone pochissima, un componente così efficiente da poter trasformare il modo in cui funzionano le reti 5G, i radar e i data center che alimentano internet. È questa la visione che ha guidato la carriera di Umesh Kumar Mishra e il 5 maggio scorso l’Università di Padova gli ha reso omaggio con uno dei riconoscimenti più prestigiosi che un ateneo possa conferire: la laurea magistrale ad honorem in Electronic Engineering. La proposta è arrivata dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) con cui Mishra collabora da anni, approvata dal Senato Accademico già nel luglio 2025 e autorizzata dal Ministero dell’Università e della Ricerca. La cerimonia si è tenuta nell’Aula Magna di Palazzo del Bo, dove la rettrice Daniela Mapelli ha consegnato il diploma al professore e preside del College of Engineering dell’Università della California, Santa Barbara. Durante la cerimonia, il direttore del DEI Gaudenzio Meneghesso ha illustrato le motivazioni scientifiche e tecnologiche alla base del conferimento, sottolineando il valore eccezionale sia tecnico sia economico-sociale delle ricerche di Mishra. A chiusura dell’evento, il coro dell’Ateneo Concentus Musicus Patavinus ha cantato il Gaudeamus Igitur e i goliardi hanno consegnato al laureato la corona d’alloro, la feluca e un omaggio scherzoso, ovvero un capellino fatto con la stagnola, ”a protezione di tutti i G, dal 5G al 9G”. Ma cosa rende il lavoro di questo scienziato così rilevante? Tutto ruota attorno a un materiale chiamato nitruro di gallio o GaN, come ha spiegato nella sua lectio magistralis, in lingua inglese, lo stesso Mishra. Rispetto al silicio tradizionale, il semiconduttore che troviamo in quasi tutti i chip, il nitruro di gallio sopporta temperature più elevate, lavora a frequenze maggiori e spreca molta meno energia. Mishra è considerato uno dei padri dei transistor a eterogiunzione, un ricercatore che più di ogni altro ha saputo sfruttare le proprietà del GaN, sviluppando transistor innovativi che oggi vengono utilizzati nei sistemi di telecomunicazione di nuova generazione e nella conversione dell’energia. In un’epoca in cui i data center consumano quantità crescenti di elettricità, il suo lavoro si traduce in risparmio energetico concreto e in un contributo reale alla sostenibilità ambientale. Nel suo discorso, Mishra non si è limitato agli aspetti tecnici, ma ha rivolto un appello ai giovani ricercatori, sottolineando come l’ingegneria debba essere al servizio della società per risolvere la crisi climatica. La “rivoluzione del GaN” è uno degli esempi di come la scienza di base possa tradursi in soluzioni industriali capaci di abbattere drasticamente le emissioni di CO2 su scala planetaria. Questa laurea Honoris Causa celebra non solo un grande scienziato nel campo dell’elettronica, autore di ricerche dal valore economico-sociale e tecnico-scientifico eccezionalmente elevato, ma consolida il legame tra il nostro Ateneo e la ricerca scientifica d’eccellenza a livello globale. Grazie a una lunga storia di studi sui semiconduttori composti, la nostra Università si conferma un punto di riferimento internazionale; in questo contesto, la sinergia tra il DEI e le realtà di Mishra ha alimentato negli anni uno scambio costante di competenze, favorendo una crescita reciproca che posiziona il nostro Ateneo al centro del dibattito sulla transizione energetica. Approfondimenti Il video della cerimonia su YouTube. Lauree ad honorem Unipd Laurea Mishra – 5_5_26-103 Laurea Mishra – 5_5_26-109 Laurea Mishra – 5_5_26-146 Laurea Mishra – 5_5_26-204 Laurea Mishra – 5_5_26-397 Laurea Mishra – 5_5_26-345 Laurea Mishra – 5_5_26-308 Laurea Mishra – 5_5_26-282 Laurea Mishra – 5_5_26-247 Laurea Mishra – 5_5_26-161 Load More End of Content.

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